martedì, Maggio 5, 2026

Obi-Kwankwaso ridefiniscono un nuovo panorama politico

Due dei principali volti dell'opposizione nigeriana hanno abbandonato l'ADC per unirsi al Nigeria Democratic Congress. L'obiettivo è sfidare il presidente Tinubu alle elezioni di gennaio 2026, ma la frammentazione del fronte anti-governo resta il rischio principale.

by Adriana Randazzo
alleanza Obi-Kwankwaso

Il panorama politico nigeriano si è rimescolato bruscamente negli ultimi giorni con l’annuncio di una nuova alleanza tra due figure di primo piano dell’opposizione: Peter Obi e Rabiu Kwankwaso. I due ex governatori, che avevano entrambi partecipato alle elezioni presidenziali del 2023 classificandosi rispettivamente al terzo e al quarto posto, hanno lasciato l’African Democratic Congress per aderire al Nigeria Democratic Congress, il partito guidato dal senatore Seriake Dickson. La cerimonia di accoglienza si è svolta domenica presso la sede nazionale del NDC ad Abuja, alla presenza di entrambi i leader.

La mossa ha sorpreso buona parte dell’establishment politico nigeriano, poiché arriva appena nove mesi dopo che Obi, Kwankwaso e l’ex vicepresidente Atiku Abubakar avevano aderito all’ADC nel tentativo di costruire un fronte unitario contro il presidente in carica Bola Tinubu. Quella coalizione, tuttavia, si è presto arenata in una serie di battaglie legali interne sulla leadership del partito. Obi ha addossato la responsabilità di quelle tensioni direttamente al governo, affermando che gli stessi agenti dello Stato che avevano creato difficoltà al Labour Party, il partito con cui aveva corso nel 2023, stessero ora infiltrandosi nell’ADC. Gli alleati di Tinubu hanno smentito con forza queste accuse.

Due movimenti, una sola ambizione

Obi e Kwankwaso non sono semplici politici di partito: entrambi guidano movimenti popolari con radici profonde nel territorio. Il primo, 64 anni, può contare sul cosiddetto movimento degli “Obedient”, una vasta rete di sostenitori giovani e urbani concentrata principalmente nel sud del Paese. Il secondo, 69 anni, esprime la “Kwankwasiya“, una corrente politica con forte presa nel nord della Nigeria e in particolare nello Stato di Kano. La combinazione delle due basi elettorali, geograficamente complementari, è ciò che alimenta le speculazioni su un possibile ticket presidenziale congiunto in vista delle elezioni, attualmente previste per i primi giorni di gennaio 2026.

«Se il NDC candida Obi alla presidenza e Kwankwaso come vice, daranno sicuramente filo da torcere all’APC alle urne.» — Analista politico Bala Yusuf
L’analista politico Bala Yusuf ha dichiarato alla BBC che la nuova alleanza potrebbe ridisegnare il paesaggio elettorale del Paese. Più cauto il professor Ernest Ereke, che ha messo in guardia dal rischio di ripetere gli errori del 2023, quando la frammentazione del voto d’opposizione aveva permesso a Tinubu di vincere con appena il 37 per cento dei suffragi, la percentuale più bassa registrata da un presidente nigeriano dall’avvio della democrazia nel 1999.

Tuttavia, lo stesso Ereke ha riconosciuto che il contesto sociale e politico del Paese è cambiato significativamente da allora, e che qualora i due leader riuscissero a mantenere compatte le rispettive basi, un risultato a sorpresa sarebbe tutt’altro che impossibile.

L’ADC in difficoltà e la reazione di Abuja

L’uscita di Obi e Kwankwaso lascia l’ADC in una posizione delicata. Abubakar, che era stato uno dei principali artefici dell’aggregazione dell’opposizione all’interno di quel partito, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla defezione dei due alleati, ma fonti interne alla coalizione hanno parlato di un senso diffuso di tradimento. Sul piano giudiziario, la Corte Suprema nigeriana ha nel frattempo ordinato che la disputa sulla leadership interna dell’ADC torni al Tribunale Federale di primo grado per un nuovo esame, una decisione che riduce ulteriormente il tempo a disposizione del partito per riorganizzarsi prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale.

La presidenza nigeriana ha minimizzato la portata delle defezioni, definendole parte della normale fluidità della politica democratica. Un portavoce ha ribadito che il governo rimane concentrato sulle riforme economiche, sulla sicurezza e sulla stabilità del Paese. Tinubu, 74 anni, non ha ancora confermato ufficialmente la propria candidatura per un secondo mandato, ma i suoi sostenitori hanno già versato la quota di 100 milioni di naira necessaria per ottenere il modulo di partecipazione alle primarie del partito di governo, l’All Progressives Congress.

La domanda aperta

Resta ancora irrisolta la questione più delicata: chi dei due sarà il candidato presidenziale del NDC e chi accetterà il ruolo di vice. È proprio questo nodo, nella storia politica nigeriana, ad aver fatto saltare più di un’alleanza apparentemente solida. Con le elezioni a meno di un anno di distanza, il tempo per trovare un accordo, e per convincere l’elettorato che questa volta la coalizione reggerà, è sempre più limitato.

Fonte:BBC News Africa 

Photo credit: BBC/ AFP via Getty Images

 

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