La seconda edizione della Venice Climate Week che dal 3 all’8 giugno – Procuratie Piazza San Marco, 105 30124 Venezia – chiamerà a raccolta a Venezia alcuni dei massimi esperti a livello globale sui temi della diplomazia climatica, e della rigenerazione planetaria, mettendoli a confronto su scienza, politica, finanza, cultura e società civile.
La Venice Climate Week, e di cui Generali è funding partner, è nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna ed è uno dei principali appuntamenti globali dedicati alla crisi climatica e alla transizione ecologica, con un focus specifico sulle società fondate sull’acqua.
Tra i nomi di rilievo di questa edizione, che si avvicenderanno alla Casa di The Human Safety Net, ci sono l ’economista e Green Deal Architect Jeremy Rifkin, Kaveh Madani, direttore dell’Institute for Water, Environment and Health della United Nation University e Paul Polman uno dei leader di pensiero più importanti al mondo sui temi del business sostenibile.
MUSICA E ATTIVISMO IN DIALOGO
3 giugno dalle 10 alle 18
La giornata inaugurale è dedicata alla definizione della visione strategica dell’intera settimana. Istituzioni, scienza, impresa e cultura si incontrano per interrogarsi sul costo – spesso invisibile – dell’inazione climatica. Dopo i saluti istituzionali di Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto e Andrea Sironi, Presidente di Generali, ecco le voci delle nuove generazioni con la cantautrice Marianne Mirage. Cuore della giornata è l’intervento dell’economista e sociologo Jeremy Rifkin , che rilancia il tema della Water Declaration come fondamento di una nuova civiltà basata sull’interdipendenza.
SCIENZA, POLITICA E TRANSIZIONE CLIMATICA
4 giugno dalle 10 alle 18
La seconda giornata mette al centro il dialogo tra scienza e decisione politica, con l’obiettivo di tradurre conoscenza scientifica in azione sistemica. Si parte dalla lettura dello stato del clima con Carlo Barbante (Ca’ Foscari) e la climatologa Elisa Palazzi (Università di Torino), per parlare dei sistemi energetici del futuro, affrontando i nodi chiave della trasformazione contemporanea. Nel pomeriggio l’intervento dell’attivista indiana Licypriya Kangujam e un affondo sulla Blue Economy come terreno operativo di innovazione e sui nuovi modelli concreti di impatto territoriale.
UNO SGUARDO AL FUTURO
Sullo stato delle risorse idriche
5 giugno dalle 9 alle 18
Al centro della terza giornata, c’è l’acqua come infrastruttura critica del presente e del futuro. Kaveh Madani (Director, United Nations University – Institute for Water, Environment and Health) apre con una riflessione sul concetto di “water bankruptcy”, seguito da una keynote di Jeremy Rifkin su risorse idriche, sistemi e civiltà. Nel pomeriggio, Paul Polman (Co-founder e Presidente emerito, IMAGINE, co-autore di Net Positive) guida una riflessione sulla transizione verso modelli capaci di generare valore ecologico e sociale.
La giornata si conclude con un panel su rischi climatici e transizione energetica con Carlo Carraro (Ex Rettore, Ca’ Foscari), Paolo D’Aprile (Amministratore Delegato, Deloitte Climate & Sustainability) e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia, Gilberto Pichetto Fratin.