sabato, Giugno 13, 2026

Trump amplia l’accoglienza per gli afrikaner, i sudafricani bianchi

Washington denuncia discriminazioni contro la minoranza sudafricana, ma Pretoria respinge le accuse e i democratici attaccano la misura

by Rachele Gabbin
Trump amplia l’accoglienza per gli afrikaner, i sudafricani bianchi

In un documento ufficiale datato 21 maggio, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’innalzamento del tetto massimo per l’ammissione dei rifugiati nel Paese di altre 10.000 unità. Non si tratta però di profughi qualsiasi, bensì di cittadini sudafricani bianchi, i cosiddetti ‘afrikaner’.

Secondo Washington, la misura si è resa necessaria a causa della crescente discriminazione e della violenza razziale a cui il gruppo sarebbe sottoposto da parte del governo e dei partiti politici a maggioranza nera in Sudafrica. A questo proposito, il presidente Donald Trump ha denunciato che nel Paese “è in corso un genocidio”, aggiungendo che “i coltivatori bianchi vengono brutalmente uccisi e le loro terre confiscate”.

Tale accusa è stata più volte respinta al mittente dalle autorità di Pretoria. “L’affermazione che gli afrikaner bianchi subiscano persecuzioni sistemiche è del tutto priva di fondamento”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri sudafricano, Chrispin Phiri, in una nota rilasciata all’agenzia Reuters.

Per giustificare la nuova misura nell’ambito delle consultazioni previste dalla legge, il vicesegretario di Stato Christopher Landau ha inoltre spiegato ai legislatori che una delle persecuzioni subite dagli afrikaner in patria sarebbe la cancellazione della loro storia dai libri di testo scolastici. La tesi avrebbe scatenato la furia dei democratici, che hanno definito ‘indifendibili’ sia l’approccio dell’amministrazione che l’esito del confronto.

“Il vergognoso approccio dell’amministrazione al reinsediamento dei rifugiati si basa sulla priorità assoluta concessa ai soli afrikaner bianchi. È un tradimento verso tutti gli altri, compresi migliaia di alleati afghani che hanno rischiato la vita per la nostra nazione e migliaia di profughi già approvati e controllati che ora si trovano in un limbo”, hanno denunciato in una nota congiunta i senatori democratici Dick Durbin e Alex Padilla, insieme ai deputati Jamie Raskin e Pramila Jayapal.

Durante il confronto a porte chiuse, i democratici hanno incalzato l’amministrazione anche sulla gestione delle minoranze religiose in altre nazioni, con particolare riferimento all’Iran. Su questo fonte, si è registrato anche l’intervento del presidente della commissione Giustizia della Camera, il repubblicano Jim Jordan, che avrebbe esortato il governo a esaminare con urgenza la situazione iraniana, richiamando il caso di Saleh Mohammadi, promessa diciannovenne della lotta libera, impiccata a marzo insieme ad altri due giovani con l’accusa di moharabeh (‘guerra contro Dio’).

A distanza di oltre trent’anni dalla caduta dell’apartheid in Sudafrica, la demografia del Paese vede la popolazione nera rappresentare l’81% del totale, mentre gli afrikaner e le altre comunità bianche si attestano intorno al 7%.
Le frizioni diplomatiche tra Washington e Pretoria sulla gestione dei visti umanitari sono precipitate lo scorso dicembre, a seguito di un violento blitz delle forze di sicurezza sudafricane in un edificio di Johannesburg, all’interno del quale funzionari statunitensi stavano esaminando le domande di asilo.

L’incidente ha congelato i rapporti diplomatici fino a un successivo vertice bilaterale, durante il quale il governo sudafricano ha acconsentito a non ostacolare più le attività del programma americano, come documentato all’epoca dall’agenzia Reuters.
Nonostante la tregua formale, nella sua determinazione presidenziale per espandere il tetto degli ingressi, Trump ha citato esplicitamente ‘nuove interferenze’ e ostacoli logistici alle operazioni statunitensi nel Paese.

Dietro le quinte del nuovo provvedimento si profila già una forte mossa mediatica: secondo fonti interne, l’amministrazione Trump starebbe pianificando di ospitare un gruppo di rifugiati sudafricani bianchi direttamente alla Casa Bianca il prossimo 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

 

FONTE: REUTERS

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!