sabato, Maggio 2, 2026

Dall’Africa al fronte ucraino: mercenari senza scelta

Il numero di cittadini africani arruolati con inganno cresce: Putin si affretta ad arginare i danni diplomatici

by Rachele Gabbin

Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo nel 2022, migliaia di cittadini stranieri sono stati arruolati da entrambe le parti del conflitto. Secondo fonti ucraine, circa 1.780 di loro proverrebbero da 36 diversi paesi africani e sarebbero stati reclutati dall’esercito russo, e spesso sulla base di false promesse. Tra questi, c’è Mr. Odhiambo che racconta a The Economist come, quando ancora si trovava in Kenya, aveva ricevuto una offerta da un’agenzia di lavoro locale, la Global Face Human Resources, che gli prometteva un impiego civile in Russia con volo e visto pagati, oltre a un compenso economico di oltre 10.000 dollari. Ma al suo arrivo all’aeroporto di San Pietroburgo, a Mr. Odhiambo sono state presentate due opzioni, entrambe ben lontane da quanto concordato. La prima prevedeva l’arruolamento nell’esercito russo; la seconda imponeva il pagamento di 2,4 milioni di rubli (circa 31.000 dollari) per poter lasciare il Paese. Il 26 febbraio Festus Arasa Omwamba, il fondatore dell’agenzia keniota, è stato accusato di traffico di esseri umani.

Storie simili non sono rare. Stephen Oduor, un altro cittadino del Kenya, era stato contattato con la promessa di un lavoro come idraulico in Russia. Tuttavia, poco dopo l’atterraggio a San Pietroburgo, era stato portato in una stazione di polizia con altri sei compatrioti dove, acquisite le impronte digitali, le autorità lo avevano costretto a firmare documenti scritti in russo, una lingua che non conosceva. Il giorno successivo Stephen era stato trasferito in una grande struttura militare della città per l’elaborazione dei documenti d’identità. Si era reso conto così di essersi arruolato nelle forze armate russe senza saperlo.

Già a novembre 2025, il governo sudafricano aveva dichiarato di aver ricevuto chiamate di soccorso da 17 cittadini arruolatisi come mercenari nel conflitto russo-ucraino. Gli uomini, di età compresa tra i 20 e i 39 anni, erano rimasti intrappolati nella regione del Donbass, gravemente devastata dalla guerra. Il presidente del Sud Africa Cyril Ramaphosa aveva quindi disposto un’indagine sulle circostanze che avevano portato questi giovani a essere reclutati per attività mercenarie, attività che nel Paese sono considerate illegali.

La realtà è che la Russia sta rivolgendo la sua attenzione anche all’Africa per reperire personale militare perché sta perdendo più uomini nel conflitto di quanti riesca a reclutare internamente. “Prima Mosca ha svuotato le carceri, poi ha cercato all’estero. Questo reclutamento è la struttura portante di una strategia costruita intorno a combattenti da impiegare per ondate di assalti che mirano a sfiancare le difese ucraine” riporta Thierry Vircoulon, coordinatore dell’Osservatorio sull’Africa centrale e orientale dell’Istituto francese di relazioni internazionali (IFRI), in un rapporto dell’Istituto.

D’altro canto, molti cittadini africani sono vulnerabili a offerte di lavoro ingannevoli: le opportunità di lavoro sono limitate nel continente, a causa di livelli salariali contenuti e tassi di disoccupazione che in alcune economie, come il Sudafrica, superano il 30%. Secondo un rapporto dell’IFRI, le campagne di reclutamento prenderebbero di fatto di mira “i giovani poveri delle città, che vedono l’emigrazione economica come una soluzione per una vita migliore e si rendono conto che l’Europa è inaccessibile […] Queste assunzioni irregolari e ingannevoli sono simili a una forma di traffico di esseri umani, la cui conseguenza più tragica è l’invio al fronte di mercenari dilettanti come carne da cannone”.

Questa dinamica sta tuttavia iniziando a incrinare le relazioni tra i paesi africani e il Cremlino. La Russia, infatti, ha sempre rivendicato il sostegno di diversi governi del continente nel conflitto, ma potrebbe vedere indebolirsi questo supporto dopo la morte di un numero crescente di cittadini africani al fronte.

A fine febbraio si è svolto un incontro significativo tra Samuel Okudzeto Ablakwa, membro del Parlamento del Ghana, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante il quale è stata avanzata la proposta di creare una coalizione internazionale di volontà condivisa per fermare la tratta di esseri umani coinvolti nel conflitto, una posizione che evidenzia una netta presa di distanza nei confronti della Russia.

La pressione internazionale sta mettendo il Cremlino all’angolo: il 16 marzo a Mosca si è tenuto un incontro tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e quello keniota, Musalia Mudavadi, durante il quale la Russia si è impegnata a interrompere il reclutamento di cittadini kenioti nel proprio esercito. Resta comunque da vedere se la Russia manterrà la parola e questi sforzi saranno sufficienti ad interrompere i cicli di sfruttamento e preservare i legami diplomatici.

Rachele Gabbin

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