lunedì, Aprile 20, 2026

Aswat Almadina: la band sudanese che suona contro la guerra

La storia degli Aswat Almadina, la band sudanese dispersa in esilio che continua a collaborare a distanza per tenere viva la speranza di pace in un paese devastato da tre anni di guerra civile.

by Adriana Randazzo
Aswat Almadina

Sono dispersi tra Il Cairo, Jeddah e altre città del mondo, lontani dalla loro Khartoum e lontani gli uni dagli altri. Eppure gli Aswat Almadina — “Suoni della Città” in arabo — continuano a fare musica. Lo fanno a distanza, attraverso connessioni internet instabili e fusi orari diversi, con la stessa determinazione con cui hanno attraversato arresti, esili e una guerra che ha devastato il Sudan.

Fondato nel 2014 da Mohammed Almustafa, noto come Timon, e dal cantante Ibrahem Mahmoud, il gruppo è diventato in pochi anni uno dei più rappresentativi della scena musicale sudanese. Il loro sound — un impasto di folk mediorientale, pop urbano e jazz — ha trovato terreno fertile tra i giovani di Khartoum, una metropoli di oltre sette milioni di abitanti che la band ha eletto a fonte inesauribile di ispirazione. “La nostra musica nasce dall’atmosfera di Khartoum, dai suoni della gente e delle strade”, spiega Timon.

Il successo è arrivato rapidamente. Gli Aswat Almadina sono stati la prima band sudanese a intraprendere un tour nazionale, costruendo un seguito fedele e trasversale. Nel 2017, il loro impegno su temi come la giustizia sociale, la corruzione e le difficoltà dei giovani ha valso loro il titolo di Ambasciatori di Buona Volontà dell’UNDP. Per Ibrahem Mahmoud, tuttavia, fare musica non è mai stata soltanto arte. È sempre stata anche militanza. Prima della caduta del presidente Omar al-Bashir nel 2019, il cantante fu arrestato più volte dalla sicurezza nazionale a causa di canzoni ritenute critiche verso il regime. “Cantavo la verità“, dice. “Grazie a Dio sono ancora vivo.”

Quando nel dicembre 2018 le proteste contro le misure di austerità di Bashir si trasformarono in una rivolta nazionale, i testi degli Aswat Almadina risuonarono nelle piazze sudanesi. La musica divenne colonna sonora di un cambiamento storico. Ma quella stagione di speranza si è infranta il 15 aprile 2023, quando è scoppiata la guerra civile tra l’esercito regolare e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Quel giorno, Timon e Ibrahem erano in studio a Khartoum, insieme ad altri membri della band, intenti a scrivere nuovi brani. Poi sono arrivati i colpi d’arma da fuoco.

Non credevo fosse una guerra“, ricorda Ibrahem. “Era un momento confuso. Non avevamo mai vissuto una cosa del genere.” Nei giorni e nelle settimane successive, Khartoum si è trasformata in uno scenario di devastazione: edifici distrutti, auto incendiate, cadaveri per le strade. “Era come una scena di un film di zombie“, dice Timon. Sei membri della band hanno lasciato il paese due mesi dopo l’inizio del conflitto.

Il bilancio umano della guerra è catastrofico. Secondo i dati delle Nazioni Unite, il conflitto ha causato oltre 150.000 vittime e costretto circa 12 milioni di persone a fuggire dalle proprie case, configurandosi come la più grave crisi umanitaria attualmente in corso nel mondo.

Nonostante tutto, Ibrahem non ha smesso di fare musica nemmeno durante i bombardamenti. Rimasto per qualche tempo nel suo studio di Khartoum nella speranza che il conflitto si concludesse rapidamente, ha scritto e registrato un brano intitolato Dai una chance alla pace, collaborando a distanza con un musicista nel centro del Sudan attraverso una connessione internet intermittente. “I suoni delle armi erano forti, ma c’era sempre musica”, ricorda. “La musica è il mio meccanismo di sopravvivenza.”

Oggi Ibrahem vive a Jeddah, in Arabia Saudita, dopo anni trascorsi a Nairobi. Timon è al Cairo, dove si è riunito con la famiglia dopo un lungo e tortuoso viaggio dagli Emirati Arabi Uniti, durante il quale ha perso la nascita del suo secondo figlio. Entrambi descrivono la propria condizione come quella di persone in transito permanente, senza una meta definitiva.

La band sta lavorando a un nuovo brano, intitolato Sudan, che verrà pubblicato entro la fine di aprile. Il pezzo, dicono, parla della bellezza e del dolore di un paese che non hanno smesso di amare. “C’è sempre speranza“, afferma Timon. “Voglio che tutti parlino di pace e amore. È questo che migliorerà le cose, più di qualunque discorso sulla guerra.

In un paese che continua a bruciare, gli Aswat Almadina scelgono ancora la musica. Non come fuga, ma come resistenza.

Fonte: BBC Africa

Photo credit: BBC/ Diaa Talha

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