Nuovi attacchi da parte della Russia hanno colpito diverse città ucraine, tra cui Dnipro, Kiev e Odessa, portando ad una crescita delle vittime tra la popolazione civile. Secondo quanto riportato dal Coordinatore Umanitario delle Nazioni Unite in Ucraina, Matthias Schmale, l’ondata di attacchi russi si è intensificata drasticamente nel corso di una sola notte. Si stima siano stati lanciati circa 700 droni e 19 missili balistici in una sola notte di guerra.
Sebbene i sistemi di difesa aerea ucraini siano riusciti a intercettare la stragrande maggioranza di questi ordigni, quelli che hanno superato lo scudo difensivo hanno causato devastazione in aree puramente residenziali. A Dnipro, le immagini mostrano edifici civili sventrati e squadre di soccorso impegnate a scavare tra le macerie. Il bilancio provvisorio parla di una dozzina di morti, tra cui un bambino, e oltre cento feriti.
L’ONU sottolinea che per città come Dnipro e Odessa il pericolo sia diventato una costante quotidiana. Non si tratta più di episodi isolati, ma di un ciclo di violenza che costringe le famiglie a vivere in uno stato di allerta perenne. Il Coordinatore ONU ha ribadito con forza che la comunità internazionale non dovrebbe essere costretta a contare ogni giorno il bilancio dei civili uccisi. La trasformazione di centri abitati distanti dal fronte in obiettivi di guerra costituisce una violazione sistematica del diritto internazionale.
Uno dei punti più critici toccati dal comunicato stampa riguarda la sicurezza dei bambini. I dati verificati dalla Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite mostrano un aumento del 65% delle vittime tra i minori nel solo mese di marzo 2026. L’UNICEF ha confermato che dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, almeno 3.452 bambini sono stati uccisi o feriti, pur avvertendo che le cifre reali sono probabilmente molto più alte a causa della difficoltà di verifica nelle zone più colpite.
Fonte: UN News 16/04/2026