venerdì, Maggio 15, 2026

Tessere la pace

Da Palermo a Pinerolo, donne di tutta Italia trasformano fili e arazzi in un gesto collettivo contro la guerra

by Rachele Gabbin
Tessere la pace

Si può costruire la pace intrecciando dei fili? Le donne del Presidio di pace di Palermo e quelle del gruppo Contro ogni guerra di Pinerolo si sono unite attorno a un’iniziativa dai tratti antichi ma dal forte valore simbolico: tessere insieme nell’attesa della pace.

“Con creatività e immaginazione abbiamo espresso l’amore per il genere umano”, ha raccontato Daniela Dioguardi, una delle promotrici del progetto.

Che le donne tessano mentre gli uomini combattono in battaglia non è certo un’immagine nuova, basti pensare alla Penelope dell’Odissea in attesa di Ulisse, ma oggi la tessitura assume un significato diverso. Non rappresenta più un obbligo domestico imposto dalla tradizione, bensì una scelta creativa e consapevole: ciò che un tempo era un limite si trasforma in uno strumento di espressione, condivisione e costruzione artistica.

In un’epoca dominata dalla velocità, dalla produzione seriale e dal consumo immediato, scegliere di lavorare lentamente con le mani assume un valore che va oltre l’artigianato. Ogni filo intrecciato richiede tempo, attenzione e presenza. È una pratica che si oppone alla logica dell’istantaneità e dell’omologazione, recuperando il valore della manualità e della relazione umana.

L’iniziativa nasce come risposta a un contesto internazionale sempre più attraversato dai conflitti, in cui il diritto internazionale sembra perdere progressivamente la propria forza vincolante, mentre la logica del più forte tende a imporsi sul dialogo e sulla riflessione. In questo scenario, la scelta di tessere insieme assume il significato di un gesto simbolico di resistenza e di costruzione collettiva della pace, un modo per affermare con forza il rifiuto del riarmo e della guerra.

Le donne, che quotidianamente sostengono e custodiscono la vita, diventano così protagoniste di una forma di opposizione che non è silenziosa ma concreta: il loro tessere non è un atto di rassegnazione, ma una voce che si leva con forza. Si oppongono alla disumanizzazione e contrastano l’idea, tanto falsa quanto distruttiva, dell’inevitabilità del conflitto, imprimendo questi messaggi su bandiere, tappeti, lenzuoli e grandi arazzi collettivi.

“Tessere la Pace significa rimettere insieme ciò che la guerra divide. Le pratiche del cucire, ricamare, rammendare, radicate nell’esperienza delle donne, diventano metafora di un agire politico alternativo alle logiche della forza e del dominio, capace di ricomporre relazioni, assumere responsabilità e difendere la vita” si legge nella locandina pubblicata sul sito della Biblioteca di Palermo.

L’iniziativa ha rapidamente raccolto ampi consensi, coinvolgendo donne di diverse età e provenienti da città diverse. Sono ora coinvolte Milano, Bergamo, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Siracusa e Messina, mentre continuano ad aggiungersi numerosi altri centri, piccoli e grandi. Gli arazzi realizzati nelle varie piazze saranno esposti a Roma il prossimo 21 giugno.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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