La dissidente iraniana Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2023, è stata trasferita da un carcere iraniano a un ospedale di Teheran dopo il grave peggioramento delle sue condizioni di salute. Le autorità della Iran hanno concesso all’attivista una sospensione temporanea della pena dietro pagamento di una pesante cauzione, mentre cresce la pressione internazionale per la sua liberazione definitiva.
Mohammadi, 54 anni, è una delle figure simbolo della lotta per i diritti umani e i diritti delle donne in Iran. Vicepresidente del Centro per i Difensori dei Diritti Umani, negli ultimi anni è stata più volte arrestata e condannata con accuse legate alla propaganda contro lo Stato e alla collusione contro la sicurezza nazionale, accuse che lei ha sempre respinto.
Secondo la famiglia e i suoi legali, l’attivista avrebbe subito almeno due sospetti attacchi cardiaci negli ultimi mesi mentre era detenuta nel carcere di Zanjan. Il fratello Hamidreza Mohammadi ha dichiarato che il trasferimento in ospedale rappresenta un sollievo temporaneo, ma ha avvertito che le sue condizioni restano estremamente fragili. La donna avrebbe perso circa 20 chili durante la detenzione e soffrirebbe di gravi problemi cardiaci.
Anche il marito, Taghi Rahmani, ha denunciato il deterioramento della salute della premio Nobel, sostenendo che un semplice ricovero temporaneo non sia sufficiente. La fondazione che porta il nome di Narges Mohammadi ha chiesto la sua liberazione immediata e l’annullamento di tutte le accuse, sottolineando che nessun attivista dovrebbe essere incarcerato per il proprio impegno pacifico in difesa dei diritti umani.
Fonte: BBC News
Photo credit: wikimedia