venerdì, Maggio 15, 2026

Siamo davanti a un punto di svolta per l’Europa?

La guerra in Ucraina potrebbe ridisegnare gli equilibri globali e rafforzare il ruolo strategico dell’UE

by Rachele Gabbin
Siamo davanti a un punto di svolta per l’Europa?

Un’occasione strategica si sta aprendo per l’Europa, e nasce, paradossalmente, da due crisi profonde: una guerra alle sue porte e un progressivo disimpegno americano. Non è il frutto di una visione lungimirante di Bruxelles, né dell’iniziativa di una leadership europea compatta, ma della convergenza di dinamiche esterne che stanno ridefinendo gli equilibri globali.

Da un lato, la guerra in Ucraina, ormai al quarto anno, ha raggiunto una fase di stallo con le forze russe incapaci di conseguire una vittoria decisiva. Dall’altro, il presidente statunitense Trump sembra orientato verso un approccio sempre più isolazionista, evitando di compromettere i rapporti con il presidente Putin e mostrando al contempo una crescente distanza e animosità nei confronti degli alleati europei.

Questo scenario potrebbe, di fatto, creare le condizioni per un rilancio concreto del progetto europeo tanto temuto da Trump. Un’Europa più coesa sul piano politico rappresenterebbe infatti una discontinuità rispetto agli equilibri del secondo dopoguerra, nei quali il continente ha spesso occupato una posizione subordinata agli Stati Uniti.

A rendere possibile questa evoluzione è un elemento cruciale. Se in passato l’ipotesi di una difesa europea autonoma si scontrava con la pressione esercitata dalla Russia e con la conseguente dipendenza dal sostegno militare americano, l’inaspettata capacità di resistenza dell’esercito ucraino ha modificato significativamente il quadro. Il conflitto ha infatti messo in luce limiti e fragilità strategiche di Mosca, ridimensionandone, almeno in parte, la minacciosità sul lungo periodo.

Il ragionamento è semplice: se l’Unione Europea scegliesse di schierarsi con decisione al fianco dell’Ucraina di Zelensky, mettendo sul tavolo risorse economiche, militari e diplomatiche, si potrebbe finalmente andare oltre lo stallo che ormai caratterizza il conflitto, producendo effetti che andrebbero ben oltre una semplice conclusione delle ostilità.

Una vittoria ucraina assumerebbe un significato profondamente europeo, configurandosi come un passaggio potenzialmente fondativo per il futuro politico del continente. L’UE si troverebbe di fronte ad una triplice opportunità: ridefinire il proprio ruolo sullo scenario internazionale, consolidando una capacità di iniziativa autonoma in materia di sicurezza e difesa; rafforzare il proprio progetto di integrazione, aprendo la strada a una piena inclusione dell’Ucraina; e accrescere il proprio peso negoziale nei confronti degli Stati Uniti, costruendo finalmente una relazione meno sbilanciata. Non si tratterebbe di conseguire un’indipendenza militare assoluta, ma sarebbe comunque un grande passo avanti per l’UE.

Su un piano geopolitico più ampio, una sconfitta della Russia sostenuta anche dall’impegno europeo avrebbe una portata enorme, sia simbolica che strategica: potrebbe segnare la fine politica di Vladimir Putin e aprire una nuova fase di forte instabilità politica per il Cremlino.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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