Nonostante la tregua, in Libano la violenza non si ferma e a pagare il prezzo più alto sono le donne e le bambine. L’UNFPA, l’agenzia ONU per la salute riproduttiva, ha lanciato un drammatico allarme: i recenti raid israeliani nel sud del Paese e le tensioni a Beirut hanno devastato le infrastrutture sanitarie, colpendo anche un centro di assistenza materna e uno spazio sicuro per donne.
La situazione è critica. Tra la popolazione sfollata si contano circa 13.500 donne incinte; di queste, 1.500 partoriranno entro un mese. Altrettante restano intrappolate nel sud della nazione, private di assistenza medica qualificata.
A peggiorare il quadro sono le condizioni drammatiche dei rifugi. Il sovraffollamento, l’assenza di illuminazione e la mancanza di servizi igienici sicuri espongono le ragazze e i nuclei familiari guidati da donne a un rischio altissimo di violenza di genere.
L’UNFPA sta garantendo supporto psicologico e cliniche mobili, ma i fondi stanno per esaurirsi: l’appello umanitario è coperto solo al 30%. “Quando i reparti di maternità vengono distrutti”, ha avvertito l’ONU, “sono le donne a perdere la vita”.
Fonte: UN News