La Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), Mirjana Spoljaric, ha concluso una missione diplomatica di due giorni in Iraq lanciando un monito urgente: una nuova escalation militare nel Medio Oriente rischierebbe di vanificare anni di faticosi progressi, con conseguenze devastanti per la stabilità e l’economia dell’intera regione.
Il rischio per la ripresa
Durante i suoi incontri con le massime cariche dello Stato a Baghdad — tra cui il Presidente Nazar Amidi e il Primo Ministro uscente Mohammed Shia al-Sudani — Spoljaric ha sottolineato come il popolo iracheno stia ancora pagando il prezzo di decenni di conflitti. “Milioni di persone devono essere risparmiate da nuovi cicli di violenza,” ha dichiarato la Presidente, ribadendo che la ripresa dell’Iraq dipende strettamente da un impegno collettivo per la de-escalation regionale.
La crisi dei detenuti e il rimpatrio
Un punto centrale della visita è stato il sopralluogo al carcere centrale di Karkh. L’ICRC ha evidenziato una sfida umanitaria senza precedenti: il recente trasferimento dalla Siria di circa 6.000 detenuti, tra cui centinaia di minori. Molti di questi minori hanno trascorso quasi dieci anni in campi profughi, privi di istruzione e cure mediche. Spoljaric ha chiarito che l’Iraq non può essere lasciato solo a gestire questo carico. È necessario che tutti gli Stati coinvolti si assumano la responsabilità dei propri cittadini, trovando soluzioni durature per il rimpatrio e il reinserimento.
La missione si è conclusa con il rafforzamento della cooperazione con la Mezzaluna Rossa Irachena, pilastro fondamentale per garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e condizioni di vita dignitose per i più vulnerabili in un contesto geopolitico estremamente fragile.
Fonte: ICRC News Release