Sono saltati i colloqui previsti la scorsa settimana a Islamabad: questa volta, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata Washington a non volersi presentare, con il presidente Donald Trump che ha annullato il viaggio in Pakistan dei suoi inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo stesso Trump lo ha confermato a Fox News e al giornalista di Axios, Barak Ravid. Secondo Ravid, la decisione sarebbe maturata per quella che la Casa Bianca considera l’inaccettabile rigidità della posizione iraniana. Mentre a Fox News, Trump ha liquidato l’utilità dei colloqui affermando che Washington “ha tutte le carte in mano” e che non avrebbe senso affrontare “18 ore di volo per parlare del nulla”.
La distanza tra le parti resta dunque profonda. “L’Iran ha offerto molto, ma non abbastanza”, ha dichiarato Trump sabato in Florida, confermando come i nodi negoziali rimangano irrisolti. Dall’altra parte, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un colloquio telefonico con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, ha ribadito che Teheran non accetterà “negoziati imposti” sotto minaccia o blocco, sostenendo che gli Stati Uniti dovrebbero prima rimuovere gli ostacoli, incluso il blocco marittimo, per creare le condizioni minime per un’intesa.
Eppure, nonostante lo stallo, un canale diplomatico sembra ancora aperto. Domenica Axios ha riferito che l’Iran avrebbe trasmesso agli Stati Uniti una nuova proposta negoziale che metterebbe al centro la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine della guerra, rinviando il dossier nucleare a una fase successiva dei negoziati. Né il Dipartimento degli Stati Uniti, né la Casa Bianca hanno finora commentato l’indiscrezione. I mediatori pakistani, però, si dicono fiduciosi su una possibile svolta diplomatica tra le parti.
Nel frattempo, Teheran si sta muovendo anche sul fronte russo. I due Paesi sono partner di lunga data e il loro legame è emerso con particolare evidenza nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Mosca ha assunto fin dall’inizio una posizione critica verso Washington, definendo gli attacchi contro l’Iran “un’aggressione non provocata”, proponendosi di assumere la custodia dell’uranio arricchito iraniano e, secondo indiscrezioni della CNN, fornendo a Teheran informazioni di intelligence sui movimenti delle forze statunitensi.
Nella giornata di ieri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato nel Cremlino per incontrare Vladimir Putin. Il viaggio segue un precedente incontro a Muscat, promosso da funzionari omaniti per sondare un possibile sostegno russo alla ripresa dei negoziati con Washington. Secondo Araghchi, la nuova visita punta a consolidare le consultazioni bilaterali sulle principali questioni regionali e internazionali, dagli sviluppi del conflitto ad equilibri geopolitici più ampi. L’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, ha definito l’incontro parte di un “jihad diplomatico” volto a difendere gli interessi iraniani dalle pressioni esterne, descrivendo Iran e Russia come parte di un fronte comune contro unilateralismo e dominio occidentale.
Anche dinnanzi ai nuovi sviluppi, secondo l’inviato di Al Jazeera Tohid Asadi, è ormai cosa certa che Mosca avrà un ruolo decisivo nei prossimi sviluppi del conflitto. “Abbiamo uno scenario per una risoluzione diplomatica e un altro per il confronto”, ha detto Asadi. “La Russia avrà un ruolo chiave in entrambi i casi. Sappiamo che l’Iran ha diverse richieste e sta cercando di dare loro priorità in base alla situazione: una riguarda ovviamente lo Stretto di Hormuz, la possibilità di estendere il cessate il fuoco o un nuovo scontro”.
Al termine dell’incontro, durato un’ora e mezza, una nota del capo della diplomazia di Teheran ha definito “molto positivo” il colloquio con il presidente russo. Araghchi ha dichiarato: “Putin ha anche affermato che non solo la Russia, ma ora il mondo intero ammira il popolo iraniano, per la sua resistenza contro l’America e per la sua vittoria in questa guerra iniqua e ingiusta” […]. “Ringraziamo i nostri amici russi per il loro sostegno durante questa guerra e dichiariamo la volontà della Repubblica Islamica dell’Iran di continuare le relazioni strategiche e il partenariato strategico con la Russia nelle nuove condizioni”.
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