giovedì, Aprile 30, 2026

Informazione sotto assedio: l’OSCE avverte sul declino della libertà dei media

Pressioni politiche, criminalizzazione del giornalismo e retorica ostile dei pubblici ufficiali minacciano sicurezza e indipendenza dei media

by Annachiara Gigliozzi

Il Rappresentante OSCE per la libertà dei media, Jan Braathu, nel suo terzo rapporto presentato al Consiglio Permanente il 23 aprile, mette in guardia su un fenomeno strutturale che sta erodendo la libertà dei media nella regione OSCE. Secondo Braathu, la combinazione di pressioni politiche, trasformazioni tecnologiche, turbolenze economiche e nuove minacce alla sicurezza sta modificando il controllo dell’informazione, con effetti profondi su come i cittadini formano le proprie opinioni e comprendono la realtà.

Il rapporto denuncia pratiche sempre più diffuse di criminalizzazione del giornalismo. Questo contesto giudiziario genera un forte effetto intimidatorio che indebolisce la capacità dell’informazione di svolgere il proprio ruolo di controllo democratico. Parallelamente, permangono episodi di violenza fisica e ostacoli operativi, soprattutto durante la copertura di manifestazioni pubbliche, dove cronisti sono stati aggrediti o impediti nel loro lavoro.

Braathu richiama inoltre l’attenzione sulla retorica ostile e stigmatizzante proveniente da alcuni funzionari pubblici, che descrivono i media come avversari, nemici o traditori. Una tale rappresentazione, oltre a erodere la fiducia del pubblico nei confronti dei media, legittima comportamenti aggressivi e aumenta il rischio di danni fisici ai giornalisti. Il Rappresentante sottolinea che quando questi discorsi restano impuniti, vengono compromesse le condizioni democratiche necessarie per un giornalismo libero e sicuro.

Di fronte a questa situazione, Braathu evidenzia il divario tra gli impegni formali assunti dagli Stati partecipanti OSCE e la concreta attuazione di tali impegni. Rivolge un appello esplicito agli Stati affinché proteggano i giornalisti, garantiscano la libertà dei media e assicurino che qualunque intervento normativo o politico sia conformato agli standard internazionali sui diritti umani. Ribadisce che la libertà dei media non è un sottoprodotto della democrazia, ma una sua pietra angolare, indispensabile anche per pace e sicurezza.

Infine, il rapporto segnala azioni positive messe in campo dall’Ufficio del Rappresentante, come programmi di formazione sulla sicurezza e sul benessere mentale per i giornalisti, incontri dei Punti Focali Nazionali sulla sicurezza dei giornalisti e dialoghi con associazioni di categoria, autorità di regolamentazione e media pubblici. Braathu evidenzia che, nonostante le sfide, esistono iniziative volte a rafforzare le garanzie legali e il giornalismo indipendente, sottolineando che le tendenze negative non sono inevitabili né irreversibili se gli Stati attuano concretamente i loro impegni.

Fonte: OSCE Press Release 24/04/2026

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!