mercoledì, Aprile 29, 2026

Mali, nuova ondata di violenza

Guterres chiede un’azione globale nel Sahel

by Genny Barozzi

La situazione della sicurezza in Mali è nuovamente precipitata dopo una serie di attacchi coordinati condotti da gruppi armati contro le forze governative in diverse aree del Paese. Scontri, esplosioni e colpi d’arma da fuoco sono stati segnalati nella capitale Bamako, nei pressi di una grande base militare, nelle città di Gao e Kidal e in altre zone centrali e settentrionali.

Gli attacchi sono attribuiti a due principali tipologie di attori: da un lato i ribelli tuareg, che mirano alla creazione di uno Stato indipendente nel nord del Mali; dall’altro gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaeda e Islamic State, che operano su scala più ampia colpendo città e infrastrutture in tutto il Paese.

Il Mali è da oltre 14 anni teatro di violenze estremiste. Dopo un’insurrezione separatista nel 2012, la comunità internazionale è intervenuta con missioni militari e di peacekeeping, tra cui quella dell’ONU. Tuttavia, negli ultimi anni il governo militare – salito al potere dopo due colpi di Stato e guidato da Assimi Goïta – ha progressivamente interrotto la cooperazione con partner internazionali, chiedendo il ritiro delle forze ONU (missione MINUSMA), francesi ed europee. Questo ha contribuito a un deterioramento del quadro di sicurezza.

Le autorità maliane hanno dichiarato di aver lanciato una controffensiva, sostenendo di aver ucciso centinaia di combattenti. Tuttavia, la situazione resta incerta e secondo alcune fonti sarebbe stato ucciso anche il ministro della Difesa, generale Sadio Camara, durante gli attacchi.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha espresso “profonda preoccupazione” per l’escalation, condannando le violenze e sottolineando la necessità di proteggere i civili e le infrastrutture. Ha inoltre ribadito l’urgenza di una risposta internazionale più coordinata per contrastare la diffusione dell’estremismo violento nel Sahel.

Sul piano umanitario, la crisi è grave: oltre cinque milioni di persone necessitano assistenza, e circa 3,8 milioni sono già destinatari di interventi coordinati dalle Nazioni Unite. La responsabile ONU nel Paese ha evidenziato come le popolazioni civili, già duramente colpite, si trovino ora ad affrontare nuove difficoltà.

Negli ultimi anni, gruppi jihadisti – in particolare il JNIM, affiliato ad al-Qaeda – hanno ampliato il loro controllo territoriale nel Sahel, colpendo civili, infrastrutture economiche e rotte commerciali. Di fronte a questa evoluzione, l’ONU sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione regionale e internazionale, sia sul piano della sicurezza sia su quello umanitario.

Fonte: UN News

Immagine di copertina: UN Photo/Mark Garten Bystanders on the street of Kidal, Mali.

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