giovedì, Maggio 14, 2026

Netanyahu avverte la popolazione: “La guerra non è finita”

Fallisce il tentativo di intesa con Teheran, che respinge la bozza USA; Trump: “Obiettivi quasi raggiunti, ma si può continuare”.

by Rachele Gabbin
Netanyahu avverte la popolazione: “La guerra non è finita”

Nella mattinata di ieri, 10 maggio, un filmato ha rapidamente fatto il giro delle reti televisive israeliane. Nel video, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si rivolge alla popolazione con un messaggio chiaro: “la guerra non è ancora finita”.
Nella sua prima intervista dall’inizio del conflitto con l’Iran, Netanyahu ha tracciato un bilancio della situazione, affermando: “Penso che sia stato ottenuto molto, ma non è finita”.

Secondo il leader israeliano, la questione nucleare continua a rappresentare il nodo centrale dello stallo: Teheran disporrebbe ancora di uranio arricchito che, secondo il fronte USA-Israele, dovrebbe essere eliminato, sebbene non siano ancora state chiarite le modalità (lecite) attraverso cui ciò potrebbe avvenire.

“Ci sono ancora siti di arricchimento da smantellare. Ci sono ancora gruppi proxy sostenuti dall’Iran. E ci sono missili balistici che Teheran continua a voler produrre”, ha dichiarato Benjamin Netanyahu ai microfoni di CBS News. “Ne abbiamo compromesso una parte significativa, ma tutto questo esiste ancora e resta molto da fare”.

Alla domanda su come Israele intenda raggiungere questi obiettivi, il Primo Ministro ha risposto in modo sagace: “Si entra e si porta via tutto”. […] “Non entrerò nei dettagli dei mezzi militari, ma il Presidente Trump mi ha detto: ‘Voglio entrare lì’. E credo che dal punto di vista pratico sia possibile farlo. Non è questo il problema. Se si raggiunge un accordo, si entra e si rimuove tutto. Perché no? Sarebbe la soluzione migliore”.

Le dichiarazioni del Primo Ministro israeliano arrivano dopo il nuovo fallimento dei tentativi di mediazione tra Washington e Teheran. L’Iran ha infatti respinto la bozza di memorandum d’intesa in 14 punti proposta dagli Stati Uniti. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha difeso la decisione sostenendo che “tutto ciò che abbiamo proposto nel testo era ragionevole e generoso, non solo per gli interessi nazionali dell’Iran, ma anche per il bene e il progresso della regione e del mondo”. Secondo Baqaei, “la parte americana continua a insistere su richieste ingiuste”, tra cui proprio la questione del nucleare.

Nel dettaglio, le richieste avanzate da Teheran comprendono: la cessazione delle ostilità nella regione, la fine del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e il mantenimento del controllo iraniano sulla sicurezza della navigazione nello stretto di Stretto di Hormuz.

Da parte sua, il Presidente statunitense Donald Trump ha definito “inaccettabile” la risposta iraniana, ribadendo pubblicamente che, a suo avviso, la vittoria sarebbe ormai vicina e minacciando che basterebbero solo altre due settimane per colpire tutti gli obiettivi iraniani. “Sono militarmente sconfitti. Forse, nella loro mente, non lo sanno ancora. Ma credo che in realtà ne siano consapevoli”, ha dichiarato il presidente, aggiungendo però che “questo non significa che abbiamo finito”. Trump ha affermato che l’esercito statunitense potrebbe “intervenire per altre due settimane e colpire ogni singolo obiettivo”. “Avevamo determinati obiettivi da raggiungere e probabilmente ne abbiamo colpiti circa il 70%, ma restano altri target che potremmo ancora prendere di mira”, ha spiegato. “Anche se non lo facessimo”, ha concluso, “si tratterebbe comunque soltanto degli ultimi ritocchi”.

FONTE: POLITICO

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