La Russia ha annunciato un cessate il fuoco di due giorni con l’Ucraina, previsto per l’8 e il 9 maggio. Non si tratta di date casuali, ma dell’anniversario del Giorno della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Mosca ha avvertito Kiev che in caso di mancato rispetto della tregua verrà lanciato un “massiccio attacco missilistico”.
In un messaggio pubblicato su Telegram, il Ministero della Difesa russo ha affermato: “In conformità con la decisione del Comandante in Capo Supremo delle Forze Armate Russe, Vladimir Putin, è stato dichiarato un cessate il fuoco dall’8 al 9 maggio 2026… Auspichiamo che la parte ucraina segua l’esempio”.
Il Ministero ha poi aggiunto: “Se il regime di Kiev tenterà di attuare i suoi piani criminali per interrompere la celebrazione dell’81° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, le Forze Armate Russe lanceranno un massiccio attacco missilistico di ritorsione sul centro di Kiev. Avvertiamo la popolazione civile di Kiev e i dipendenti delle missioni diplomatiche straniere della necessità di lasciare prontamente la città”.
Dal canto suo, l’Ucraina ha accolto con scetticismo questi nuovi sviluppi, sottolineando come non sia serio aspettarsi il rispetto di una tregua in concomitanza con una festività militare russa. In un messaggio pubblicato su X, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato: “Ad oggi, non è stato rivolto all’Ucraina alcun appello ufficiale riguardo alle modalità di una cessazione delle ostilità, come invece viene sostenuto sui social media russi. Riteniamo che la vita umana sia molto più preziosa di qualsiasi celebrazione di un anniversario”.
Il presidente ha inoltre indicato che, da parte ucraina, la cessazione delle ostilità entrerà in vigore già dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio.
“La pace non può aspettare parate e celebrazioni, il 6 maggio mostrerà se Mosca è seria e cosa vuole veramente: la pace o parate militari”, ha scritto sui social il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, in merito alla decisione di Zelensky di anticipare il cessate il fuoco. “Se Mosca è pronta a porre fine alle ostilità, può farlo già domani sera. L’Ucraina è pronta: a mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio. Questa è una proposta seria per porre fine alla guerra e passare alla diplomazia. Chiedo a tutti i nostri partner, a tutti gli Stati amanti della pace, a tutte le sedi delle organizzazioni internazionali di sostenere questo appello per la fine delle ostilità”, ha concluso il ministro.
Secondo Kiev, dunque, sebbene l’iniziativa russa possa essere interpretata come un segnale nella direzione di una riduzione delle ostilità, questa resta insufficiente in assenza di impegni concreti e duraturi verso la fine del conflitto.
Nel frattempo, i combattimenti proseguono. Nella giornata di lunedì, un attacco missilistico russo ha causato la morte di sette persone in una città dell’Ucraina orientale, mentre un ulteriore raid ha ucciso altre due persone in un villaggio del sud. Le autorità regionali hanno inoltre riferito di un attacco sulla città di Merefa, nei pressi di Kharkiv, che ha provocato la morte di altri sette civili e il ferimento di decine di persone.
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