sabato, Aprile 18, 2026

America Latina → Accordo MERCOSUR – UE: tutto è bene ciò che (non) finisce bene?

Sezione America Latina riportiamo l’articolo di Federico Piana

by Phantasmagoria-Pacis
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Photo credits: https://www.heute.at/i/eu-und-mercosur-besiegeln-historisches-freihandelsab-120156097/doc-1jf6lahfd2 

Per la sezione America Latina riportiamo l’articolo di Federico Piana, pubblicato da L’Osservatore Romano in data 16 gennaio 2026.

In questo colloquio con Raffaele Marchetti, direttore del Centro studi internazionali strategici dell’università Luiss e docente di relazioni internazionali, Federico Piana espone quelle che potrebbero essere le implicazioni geopolitiche dell’accordo commerciale stretto da Unione Europea e MERCOSUR il 17 gennaio, nonostante per ora solo in forma provvisoria dato che pochi giorni dopo, mercoledì 21 gennaio, il Parlamento Europeo ha votato per rinviare il tutto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Piana parte da un vicino di casa piuttosto ingombrante per il MERCOSUR: gli Stati Uniti. L’Unione Europea ha calcolato tutti i pro ed i contro di questo accordo, considerando la storica ingerenza americana nella zona? Marchetti non ne è sicuro. “Non credo che sia stata immaginata la reazione di Washington quando, fra tre o quattro anni, i servizi finanziari europei cominceranno ad essere erogati in America Latina. Sicuramente si creeranno tensioni”, osserva. 

Per quanto sia sintomo di maturità ed indipendenza diplomatica che l’Unione Europea si interessi ed investa in un mercato che, unito a quello europeo, potrebbe costituire la più grande zona di libero scambio al mondo con 700 milioni di persone, è anche importante ricordare l’approccio dell’attuale amministrazione statunitense alla negoziazione diplomatica: slancio ed iniziativa sul panorama internazionale devono essere supportati da una strategia altrettanto coraggiosa e diretta, che non si spaventi di fronte a dazi e tariffe e sia in grado di fronteggiarli. 

Questo sarà importante anche per quanto riguarda gli attori asiatici: nonostante la questione dell’influenza politica stringente ed esclusiva – che gli USA vogliono mantenere a tutti i costi, vedasi il caso Venezuela – non sia in questo caso rilevante, ci saranno screzi sul fronte agricolo – l’America Latina è esportatrice di beni agricoli e potrebbe sostituirsi ai partner asiatici – e sul fronte infrastrutturale – dato che i competitor asiatici, molto spesso cinesi, propongono prezzi agguerriti, più che competitivi.

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