sabato, Aprile 18, 2026

Il cardinale Parolin si esprime con parole dure sul riarmo

San Pietro rimane una delle voci più decise nel condannare la guerra in Medio Oriente

by Rachele Gabbin

Il cardinale Parolin, in un’intervista a “Dialoghi”, il trimestrale culturale dell’Azione Cattolica italiana, ha dato voce alle preoccupazioni della diocesi nei confronti delle continue situazioni di conflitto che si stanno perpetrando a livello internazionale: “È un’utopia pensare che la pace sia garantita dalle armi e dagli equilibri imposti dal più forte, piuttosto che dagli accordi internazionali. Noi crediamo fermamente che gli arsenali vadano svuotati, a partire da quelli nucleari. Ci sarebbe bisogno di più voci di pace, di più voci contro la follia della corsa al riarmo, di più voci, che si levano in favore dei nostri fratelli più poveri, di più voci e di più proposte […].”

Il segretario di stato ha continuato: “Ciò che servirebbe è un sussulto di umanità e di responsabilità da parte di tutti, un impegno condiviso che riporti al centro la dignità della persona.  Non possiamo arrenderci alla logica del più forte, perché questa logica piega il diritto internazionale a proprio piacimento e finisce per svuotare gli organismi multilaterali. Ma i credenti possono dare il loro fondamentale apporto: pensiamo innanzitutto al valore della vita e della dignità dell’uomo, alla libertà religiosa, alla proposta di correttivi all’attuale sistema economico-finanziario in accordo con i principi della Dottrina sociale della Chiesa, alla salvaguardia del creato […]”.

Queste dichiarazioni contribuiscono a chiarire anche il senso della veglia di preghiera per la pace indetta da Papa Leone XIV per l’11 aprile. Il contesto internazionale appare infatti sempre più segnato da dinamiche conflittuali e da una crescente normalizzazione della corsa agli armamenti. Secondo le stime 2025 dello Stockholm International Peace Research Institute, la spesa militare globale è aumentata del 9,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 2.718 miliardi di dollari, pari al 2,5% del PIL mondiale; una dinamica che potrebbe consolidarsi nel breve periodo, alla luce dell’attuale quadro geopolitico.

Dinnanzi a questi numeri, il Pontefice ha osservato: “I ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”.

Il Papa ha accolto con favore l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane in Medio Oriente e ha rilanciato la via del negoziato come unica strada per fermare la guerra.

Al momento il Pontefice sta compiendo un viaggio pastorale in Africa che lo porterà a toccare quattro nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Il 13 aprile in occasione del suo soggiorno in Algeria ha denunciato le ripetute violazioni del diritto internazionale, poche ore dopo aver subìto un attacco verbale dal presidente statunitense Donald Trump.

Le parole del Pontefice e di Parolin si inseriscono in una lunga tradizione di impegno della Santa Sede per la pace, che tuttavia solleva una questione di fondo: fino a che punto gli appelli della chiesa riescono ad incidere sulla risoluzione dei conflitti? Non mancherebbero, in effetti, precedenti storici significativi: la mediazione di Papa Giovanni Paolo II nel conflitto tra Argentina e Cile portò effettivamente ad evitare il ricorso alla guerra.

Tuttavia, nel contesto attutale il ruolo della Chiesa sembra avere più limiti davanti a sé. Le recenti tensioni tra Leone XIV e Donald Trump ne offrono testimonianza. Persino parole orientate alla pace espresse dal massimo vertice cattolico, possono infatti essere strumentalizzate da parte di alcuni leader politici.  Ciò non ne implica l’irrilevanza. L’azione della Chiesa moderna si colloca su un piano diverso, volto a delineare un orizzonte normativo centrato sulla dignità umana e alternativo a un ordine mondiale basato sulla logica del più forte.

Photo credit: Kremlin.ru, CC BY 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by/4.0, via Wikimedia Commons

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