giovedì, Aprile 30, 2026

Governo colombiano e CNEB: dialoghi di pace ripresi

Il processo di pace tra l'esecutivo colombiano e il gruppo armato CNEB riprende slancio nonostante le tensioni delle ultime settimane. Le delegazioni hanno concluso il settimo ciclo negoziale e fissato il prossimo appuntamento per la prima settimana di giugno.

by Adriana Randazzo
governo colombiano e pace

Il processo di pace tra il governo colombiano e la Coordinadora Nacional Ejército Bolivariano (CNEB) ha superato una fase di grave crisi e torna a mostrare segnali di vitalità. Dopo tre giorni di lavori intensi, le delegazioni dei due tavoli hanno concluso il settimo ciclo di dialoghi e annunciato la ripresa formale delle conversazioni con un ottavo ciclo previsto per la prima settimana di giugno.

La notizia è contenuta in un comunicato congiunto firmato dai capidelegazione: l’ex magistrato Armando Novoa per il governo e José Vicente Lesmes, noto con lo pseudonimo di Walter Mendoza, per la CNEB. Nel documento si legge che le parti, “dopo un processo di dialogo costruttivo e rispettoso, hanno concordato la ripresa formale delle conversazioni, riaffermando l’impegno di avanzare in modo deciso verso la costruzione della pace“.

Settimane difficili alle spalle

Il percorso verso questo accordo non è stato privo di ostacoli. Nelle settimane precedenti il processo era stato dichiarato in stato “altamente critico” a seguito di due episodi che avevano incrinato la fiducia tra le parti.

Il primo riguardava l’uccisione di tre soldati dell’Esercito colombiano a Ipiales, nel dipartimento di Nariño. Il secondo aveva a che fare con l’impiego di mine antipersona che avevano causato danni a dei minori. In parallelo, erano emerse controversie legate al finanziamento dell’eradicazione delle coltivazioni di coca nel dipartimento di Nariño, che avevano complicato ulteriormente il clima negoziale.

Nel comunicato congiunto, la mesa — il tavolo delle trattative — ha espresso rammarico per i fatti di violenza che hanno portato alla morte dei militari a Ipiales. Dal canto suo, la CNEB ha riconosciuto formalmente la propria responsabilità in quell’episodio, in linea con un comunicato già diffuso il 22 aprile scorso. Il gruppo armato ha inoltre rinnovato “l’impegno a non pianificare né condurre azioni offensive contro le forze dell’ordine, incluso l’uso di droni“, dichiarandosi vincolato al rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e dei diritti umani.

I temi affrontati nelle sottocommissioni

Durante i tre giorni di lavori, la mesa ha operato attraverso sottocommissioni tematiche, ciascuna incaricata di definire azioni concrete su aree specifiche degli accordi già siglati.

Le sottocommissioni si sono occupate dell’avanzamento delle Zonas de Ubicación Temporal y Capacitación Integral — zone di raccolta e formazione per i combattenti in transizione verso la vita civile — della sostituzione delle colture di uso illecito, degli aspetti giuridici del processo e delle trasformazioni territoriali previste dagli accordi.

Sul fronte del desminado umanitario, le delegazioni hanno concordato di accelerare l’implementazione degli impegni già presi, avviando azioni preliminari come la georeferenziazione delle zone sospette di presenza di ordigni esplosivi, con l’obiettivo di preparare il terreno per le operazioni di bonifica.

L’obiettivo della sostituzione della coca

Uno dei punti centrali dell’agenda riguarda la lotta alle coltivazioni illecite. Nel quadro del processo di pace è stato fissato un obiettivo ambizioso: l’eradicazione e la sostituzione di 30.000 ettari di coca, suddivisi equamente tra i dipartimenti di Nariño (15.000 ettari) e Putumayo (15.000 ettari). La verifica del raggiungimento di questi obiettivi sarebbe affidata alla Dirección de Sustitución de Cultivos de Uso Ilícito (DSCI), l’ente governativo competente in materia.

Un processo che resiste

Il processo di pace con la CNEB, una delle ultime guerriglie attive in Colombia, si conferma come uno dei dossier più delicati della presidenza di Gustavo Petro. Le crisi ricorrenti mettono alla prova la tenuta del negoziato, ma il fatto che entrambe le parti abbiano scelto di andare avanti nonostante le tensioni è interpretato dagli analisti come un segnale della volontà politica, da un lato e dall’altro, di non interrompere definitivamente il cammino verso la pace.

L’appuntamento è ora fissato per la prima settimana di giugno, quando l’ottavo ciclo di dialoghi dovrà trasformare gli impegni sottoscritti in progressi concreti sul campo.

Fonte: El Tiempo

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