Si è aperta oggi a Ginevra la conferenza internazionale promossa dalla presidenza svizzera dell’OSCE dedicata al tema delle tecnologie emergenti e del loro impatto sulla sicurezza internazionale. L’evento, intitolato “Anticipare le tecnologie – per un futuro sicuro e umano”, riunisce circa 200 partecipanti provenienti dagli Stati membri dell’OSCE e dai Paesi partner, oltre a rappresentanti di organizzazioni internazionali, università, settore privato e società civile.
Al centro del dibattito vi sono le profonde trasformazioni generate dal rapido sviluppo di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il quantum computing, strumenti destinati a incidere sempre più sugli equilibri geopolitici e sui sistemi di governance internazionale. Secondo gli organizzatori, queste innovazioni rappresentano da un lato importanti opportunità di progresso, ma dall’altro possono accentuare tensioni già esistenti e creare nuove sfide per la stabilità globale.
L’obiettivo della conferenza è quindi quello di promuovere un approccio anticipatorio, capace di favorire dialogo, cooperazione e fiducia reciproca tra gli Stati, riducendo il rischio di incomprensioni in un contesto tecnologico in continua evoluzione.
Nel suo intervento inaugurale, il presidente di turno dell’OSCE e consigliere federale svizzero Ignazio Cassis ha sottolineato come la velocità dell’innovazione tecnologica e delle dinamiche geopolitiche imponga una nuova capacità di previsione e adattamento. “La tecnologia non aspetta e la geopolitica non rallenta”, ha dichiarato Cassis, evidenziando la necessità per l’OSCE di agire in anticipo anziché limitarsi a reagire agli eventi.
Anche il segretario generale dell’OSCE, Feridun H. Sinirlioğlu, ha richiamato l’attenzione sulla crescente distanza tra il ritmo dello sviluppo tecnologico e la capacità delle istituzioni internazionali di regolamentarlo. Secondo Sinirlioğlu, questo divario deve essere affrontato attraverso il dialogo e la cooperazione multilaterale, strumenti considerati fondamentali per garantire stabilità in una fase caratterizzata da forte incertezza globale.
La scelta di Ginevra come sede dell’incontro non è casuale. La città svizzera è infatti considerata uno dei principali centri mondiali di dialogo tra scienza e diplomazia, grazie anche alla presenza di istituzioni come il CERN, il Geneva Science and Diplomacy Anticipator (GESDA) e l’Open Quantum Institute.
Fonte: OSCE Press Releases