mercoledì, Maggio 6, 2026

OCHA- Aggiornamento conflitto in Medio Oriente

by Jacopo Padoan
Conflitto in medio oriente

Libano
Operazioni di soccorso in corso, ma i bisogni aumentano mentre il conflitto mette a dura prova i servizi
L’OCHA riferisce che le Nazioni Unite e i partner umanitari continuano a sostenere la risposta in Libano, laddove l’accesso lo consente.
L’assistenza in contanti rimane un’ancora di salvezza fondamentale. Oltre 435.000 libanesi colpiti dal conflitto hanno ricevuto sostegno attraverso la rete di sicurezza sociale guidata dal governo, attuata dalle autorità locali, dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) e dai partner umanitari. Più di 100.000 rifugiati siriani sono stati raggiunti grazie all’espansione dei programmi di assistenza economica.
L’ONU e i suoi partner si stanno occupando anche dei bisogni primari legati all’acqua e alla nutrizione. Ad oggi, i partner per la sicurezza alimentare hanno distribuito oltre 7,8 milioni di pasti caldi e freddi e più di 105.000 pacchi alimentari. Per garantire i servizi idrici essenziali a oltre 628.000 persone, sono stati consegnati più di 3,8 milioni di litri di acqua in bottiglia, 64.000 metri cubi di acqua tramite camion e quasi 740.000 litri di carburante.
Nel frattempo, la situazione umanitaria continua a peggiorare: quasi un quarto della popolazione soffre oggi di una grave insicurezza alimentare. I continui spostamenti, la perdita dei mezzi di sussistenza e i danni alle infrastrutture rendono il quadro ancora più drammatico. Nonostante l’estensione del cessate il fuoco, la situazione resta instabile. Ad oggi, il Ministero della Salute pubblica riporta 2.696 morti e oltre 8.200 feriti dall’escalation del 2 marzo, portando il numero totale delle vittime legate al conflitto a quasi 11.000.
Territori Palestinesi Occupati
Bisogni sanitari di gran lunga insoddisfatti
L’OCHA avverte che i civili continuano a finire sotto il fuoco, mentre attacchi e scontri a fuoco colpiscono le zone residenziali. Gli esperti di sicurezza riferiscono che la scorsa settimana si è registrato uno dei numeri più alti di incidenti dall’annuncio del cessate il fuoco dello scorso ottobre. In due distinti episodi, le strutture umanitarie sono state colpite. Un attacco aereo è avvenuto nei pressi di un magazzino ONU e alcuni veicoli di soccorso sono stati danneggiati dal lancio di pietre.
In linea con il diritto internazionale umanitario, tutte le parti devono rispettare l’obbligo di facilitare — e non ostacolare — le operazioni umanitarie. I civili e le infrastrutture civili devono essere sempre protetti. L’OCHA segnala che le restrizioni all’ingresso di olio per motori, pezzi di ricambio, macchinari per la rimozione delle macerie e altri beni essenziali a Gaza stanno compromettendo gravemente i servizi critici.
Veicoli e generatori si stanno guastando in modo irreparabile, interrompendo la distribuzione di cibo, il trasporto di acqua, i servizi di ambulanza e la consegna di forniture mediche ed educative. I guasti ai generatori colpiscono anche gli ospedali, incluse le unità di terapia intensiva. Con i veicoli blindati sempre più usurati, gli operatori umanitari affrontano rischi crescenti nel tentativo di raggiungere chi ha bisogno.
Secondo i partner sanitari, la portata dei bisogni insoddisfatti a Gaza resta scioccante, con migliaia di pazienti che dipendono da servizi vitali superiori a quanto il sistema possa offrire. Sono stati schierati operatori medici d’emergenza per rafforzare il sistema sanitario (380 professionisti il mese scorso), ma non è affatto sufficiente. Si chiede l’ingresso costante di forniture mediche e attrezzature specialistiche per consentire al sistema sanitario locale di riprendersi.
Sudan
Voli sospesi: l’uso diffuso di droni mette a rischio i civili
L’OCHA è allarmata dall’impatto dei continui attacchi di droni sui civili in Sudan. Nello Stato del Nilo Bianco, i droni hanno colpito oggi diversi punti della città di Kosti, tra cui due stazioni di servizio in un’area commerciale molto frequentata. Si segnalano vittime e interruzioni ai servizi di base. I voli da e per la capitale Khartoum restano sospesi dopo che i droni hanno preso di mira l’aeroporto e altre zone della città.
Mentre i combattimenti proseguono nel Darfur, emergono nuovi dettagli sull’assedio di El Fasher: oltre 138.000 persone sono state sfollate tra ottobre e marzo. L’OCHA chiede l’interruzione immediata dei combattimenti e un accesso sicuro e senza ostacoli per gli aiuti.
Repubblica Democratica del Congo
Riprende la consegna di cibo terapeutico nell’Ituri
Dopo settimane di negoziati guidati dall’OCHA, è stato garantito l’accesso al sito per sfollati di Plaine Savo, nell’Ituri. Ciò ha permesso al WFP di riprendere oggi la distribuzione di cibo per oltre 71.000 persone, la prima da dicembre scorso.
Il Coordinatore Umanitario Bruno Lemarquis ha ribadito la necessità di proteggere i civili e ha esortato tutte le parti a garantire un accesso sicuro alle organizzazioni umanitarie. I bisogni restano gravi: a causa degli scontri nelle aree circostanti, le famiglie affrontano carenze alimentari acute. Dal dicembre 2025, almeno 21 sfollati sono stati uccisi mentre cercavano cibo nei campi vicini.

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