domenica, Settembre 20, 2026

L’impatto del tifone Dolphin e dei roghi canadesi

Oltre un milione di persone evacuate in Cina e più di 22.000 in Canada; la colpa ancora una volta è del riscaldamento climatico

by Rachele Gabbin
L’impatto del tifone Dolphin e dei roghi canadesi

Gli effetti del riscaldamento climatico continuano a farsi sentire su scala planetaria. In questi giorni, le conseguenze più severe hanno colpito la Cina, interessata dal passaggio del tifone Dolphin, e il Canada, dove vasti incendi boschivi hanno divorato migliaia di ettari di foreste.

Sulla costa orientale della Cina, l’arrivo del tifone Dolphin, che aveva precedentemente investito il sud del Giappone e Taiwan, ha costretto le autorità a evacuare oltre un milione di persone, inclusi numerosi residenti della metropoli di Shanghai. Qui, in una sola giornata, sono caduti quasi 313 millimetri di pioggia: un valore record, mai registrato in oltre 150 anni di rilevazioni, che ha portato alla diffusione sui social dell’hashtag “Shanghai si trasforma in mare”.

Secondo le autorità meteorologiche, il ciclone ha raggiunto raffiche di vento fino a 150 km/h al momento del primo impatto sulla terraferma, a Yuhuan, nella provincia dello Zhejiang, per poi effettuare un secondo landfall nella città di Wenzhou circa un’ora dopo. A Wenzhou sono stati evacuati oltre 900.000 residenti e allestiti più di 1.500 rifugi di emergenza. Nella vicina provincia del Fujian, altre 98.900 persone sono state evacuate dalle aree considerate a rischio. A Shanghai, invece, gli sfollati registrati entro la serata di domenica erano 215.600, un dato nettamente superiore alla stima iniziale di 30.300.

Sebbene Dolphin si sia rapidamente indebolito fino a trasformarsi in una tempesta tropicale, il suo spostamento verso nord e verso l’entroterra continua a interessare vaste aree della Cina orientale e centrale, fino allo Shandong e alle province di Henan, Hubei, Anhui, Jiangsu e Zhejiang, oltre alla stessa Shanghai.

Le autorità hanno pertanto mantenuto l’allerta arancione, avvertendo che il protrarsi delle precipitazioni potrebbe provocare ulteriori inondazioni, invitando la popolazione a evitare gli spostamenti. Secondo le previsioni dei meteorologi cinesi, in alcune aree potrebbero cadere tra i 200 e i 400 millimetri di pioggia nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il Canada, un’ondata di incendi boschivi di inedita violenza e rapidità si è abbattuta sulla provincia della Columbia Britannica. Nella sola giornata di domenica si contavano 102 roghi attivi, che hanno causato almeno una vittima e costretto oltre 22.000 persone ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni.

Tra questi, l’incendio denominato Bald Range si è rivelato particolarmente indomabile: in sole poche ore dalla sua individuazione, nella tarda serata di venerdì, le fiamme si sono espanse fino a superare i 100 chilometri quadrati (circa 9.500 ettari), imponendo l’evacuazione immediata dei comuni di Summerland e Peachland e di altri distretti a ovest del lago Okanagan.

Per contenere l’emergenza sono giunti contingentamenti di vigili del fuoco da Messico, Australia, Francia e Nuova Zelanda.
Dall’inizio dell’anno i roghi hanno già devastato oltre 4 milioni di ettari di territorio. Cliff Chapman, direttore delle operazioni del BC Wildfire Service, ha spiegato che il prolungato clima caldo e asciutto di quest’estate ha creato condizioni di infiammabilità “esplosive” e del tutto inedite, con il rischio che le tempeste previste nei prossimi giorni peggiorino ulteriormente la situazione.

A confermare questo scenario è Mike Flannigan, docente ed esperto di incendi boschivi presso la Thompson Rivers University: il prolungato periodo di siccità nel sud della Columbia Britannica e nel Pacific Northwest ha reso il terreno “arido come un osso”.Cammini nel bosco e lo senti scricchiolare; basta uno sguardo di troppo per far scoppiare un incendio”, ha osservato lo studioso, ribadendo come tali condizioni siano dirette conseguenze del cambiamento climatico d’origine antropica. “Oggi assistiamo a incendi di intensità molto superiore rispetto al passato: più la finestra temporale di risposta si accorcia, più la sfida si fa complessa”.

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