sabato, Giugno 13, 2026

Dentro Beijing E-Town

Un ecosistema urbano ipertecnologico tra robot, automazione e IA che anticipa la quotidianità del futuro e riflette le ambizioni globali della Cina

by Rachele Gabbin
Dentro Beijing E-Town

In Cina, a soli 30 minuti da Pechino, è stata sviluppata un’area, nota anche come Beijing E-Town, interamente proiettata nel futuro. Questa comprende un centro commerciale dedicato alla robotica d’avanguardia, una fabbrica automobilistica iper-automatizzata e una comunità residenziale guidata dall’intelligenza artificiale, un intero quartiere riprogettato per massimizzare l’efficienza della vita quotidiana.

Per cogliere la peculiarità di questo contesto, basta varcare la soglia del Robot Mall: all’ingresso, i visitatori non vengono accolti da personale umano, ma da un androide che richiama il Re Scimmia, una delle figure più celebri della mitologia e della letteratura cinese, armato del suo iconico bastone dorato. Grazie a sensori avanzati, il dispositivo rileva l’avvicinarsi del pubblico e interagisce direttamente con le persone, esibendosi in performance pensate per l’intrattenimento.

Il Re Scimmia è solo parte dell’entourage di robot di cui dispone il centro. Sviluppato su una superficie di 4.000 metri quadrati distribuiti su quattro piani, lo spazio espositivo ospita oltre 150 automi realizzati da più di 70 produttori nazionali. L’offerta spazia da cani robotici capaci di eseguire coreografie complesse a un dettagliato Li Bai (il celebre poeta della dinastia Tang) intento a declamare i suoi versi, fino a sofisticati dispositivi per l’ambito medico e assistenti domestici in grado di piegare il bucato. Nel complesso, l’obiettivo dell’esposizione è dimostrare come queste tecnologie non appartengano più a un futuro remoto, ma siano ormai pronte per un impiego diffuso e stabile nella quotidianità.

Le aree interattive sono, non a caso, le più affollate. La zona dedicata alle simulazioni automobilistiche attira la massima attenzione: qui i visitatori, indossando speciali sensori oculari e possono controllare auto da corsa con il solo sguardo. Maggiore è la concentrazione davanti allo schermo, più alta sarà la velocità del veicolo. Altrettanto successo riscuotono i tavoli da gioco, dove i robot sfidano il pubblico a scacchi, rendendo l’esperienza immersiva e competitiva.

Questo exploit tecnologico si inserisce in una precisa strategia geopolitica che ha visto la Cina, a partire dalle ultime edizioni dello Zhongguancun Forum di Pechino, promuovere con forza la nascita di una ‘comunità tecnologica globale’. L’obiettivo è consolidare il proprio ruolo di hub di riferimento, favorendo al contempo forme selettive di cooperazione internazionale su alcuni dei principali progetti scientifici nazionali. Tra questi spicca il Chinese Meridian Project, una rete avanzata per il monitoraggio dell’ambiente spaziale che, una volta entrata pienamente in funzione, fornisce già servizi a centinaia di organizzazioni a livello globale.

L’accento sulla ‘collaborazione aperta’ riflette la volontà della Cina di influenzare direttamente la definizione delle regole internazionali in materia di intelligenza artificiale. In questo contesto, Yang Zhilin, fondatore di Moonshot AI, una delle realtà emergenti più rilevanti del panorama tecnologico cinese, ha sottolineato come le imprese nazionali abbiano ormai assunto un ruolo centrale nella trasformazione dell’ecosistema globale. Secondo Yang, la crescente disponibilità a condividere modelli e innovazioni contribuirebbe ad accelerare il progresso tecnologico su scala mondiale, rafforzando al contempo il vantaggio competitivo della Cina rispetto ai modelli occidentali, tradizionalmente più chiusi e orientati alla protezione della proprietà intellettuale.

Photo credit: Cvoellmy, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

 

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