mercoledì, Maggio 20, 2026

Il Governo e la Coordinadora Nacional riprendono i dialoghi: accordata la data per il settimo ciclo dopo una riunione straordinaria con l’alias Araña

Le delegazioni hanno concordato di riavviare la Zona per la Formazione Integrale e il Collocamento Temporaneo di Valle del Guamuez, Putumayo.

by Adriana Randazzo
Armando Novoa, capo della delegazione del Governo al tavolo con la CNEB.

Il 12 e il 13 aprile sono le date concordate dalle delegazioni del Governo e della Coordinadora Nacional Ejército Bolivariano (CNEB) per riprendere il settimo ciclo di colloqui di pace, dopo la riunione straordinaria del 26 e del 27 marzo convocata per sbloccare la crisi causata dalla morte di Alexander Rondón, meglio noto come “Machaco”.

Alla riunione hanno partecipato in videoconferenza il capo dei Comandos de Frontera Andrés Rojas, alias “Araña”, monsignor Héctor Fabio Henao in rappresentanza della Conferenza Episcopale Colombiana, e i rappresentanti di Uruguay, Paesi Bassi, Svizzera e Venezuela in qualità di paesi garanti.

Dopo l’uccisione di Rondón, la dissidenza della Segunda Marquetalia aveva dichiarato il processo in “stato critico”. I negoziati erano già sospesi a causa di una serie di consultazioni volte a chiarire le modalità con cui le unità avrebbero dovuto collocarsi nella Zona di Collocamento Temporaneo per avviare il reinserimento nella vita civile.

Nella riunione si è concordato di riprendere i lavori e il successivo avvio della Zona per la Formazione Integrale e il Collocamento Temporaneo di Valle del Guamuez, Putumayo. È stato inoltre stabilito che il trasferimento dei membri della CNEB nella zona avverrà una volta terminati i lavori di preparazione dei terreni su cui sorgerà la ZUT-ZOCIUT.

Nel frattempo, una delegazione governativa guidata dal generale William Oswaldo Rincón, insieme a diversi comandanti dell’Esercito e osservatori militari e di polizia, si è recata da Bogotà alla Zona di Collocamento Temporaneo per effettuare un sopralluogo dell’area.

Armando Novoa, in un’intervista a El Tiempo, ha dichiarato che la zona sarà operativa entro 40 giorni, dando così il via al trasferimento delle unità.

«Contiamo che il numero di persone che entreranno nelle due Zone di Collocamento Temporaneo sia molto maggiore. Le 200 unità che finora hanno accettato di entrare lo faranno a due condizioni. Prima: entreranno senza uniformi ad uso esclusivo delle Forze Armate. Seconda: al momento dell’ingresso nella ZUT dovranno consegnare le armi che portano. Prima di entrare, ciascuna persona dovrà dimostrare di essere in possesso di un’arma. Non possono entrare persone disarmate: devono presentare l’arma come condizione per l’accesso. Quindi, a fronte di certi commenti poco aderenti alla realtà, questo non è un nuovo Caguán, non è un centro vacanze. È un’area che la legge prevede per facilitare il reinserimento nella vita civile», ha spiegato Novoa.

Nella riunione straordinaria si è infine concordato che l’11 aprile le delegazioni visiteranno Roberto Payán, nella regione della Laguna de Chimbuza, per valutare i progressi nel processo di eradicazione e sostituzione volontaria delle colture illecite.

Adriana Randazzo

Fonte: El tiempo

Photo credit: Foto:Sergio Acero. EL TIEMPO

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