venerdì, Maggio 8, 2026

La Cina starebbe inviando armi all’Iran in segreto

Secondo alcuni media, Teheran avrebbe utilizzato tecnologia satellitare cinese per colpire obiettivi USA; Pechino nega ogni coinvolgimento, mentre Trump chiede chiarimenti a Xi Jinping

by Rachele Gabbin
La Cina starebbe inviando armi all’Iran in segreto

Pechino ha mantenuto un profilo basso sin dall’inizio delle ostilità in Medio Oriente, limitandosi a pronunciamenti pubblici volti a sollecitare una tregua tra Stati Uniti e Iran. Secondo diversi media internazionali, tuttavia, la Cina starebbe adottando un approccio più incisivo dietro le quinte: alcune indiscrezioni suggeriscono  un presunto invio clandestino di armamenti a Teheran, che indicherebbe un coinvolgimento più diretto nelle dinamiche del conflitto regionale.

Un’indagine condotta dal Financial Times ha, infatti, rivelato che Teheran avrebbe acquisito segretamente un satellite spia di produzione cinese, rafforzando in modo significativo le proprie capacità di monitoraggio e di attacco nei confronti delle basi militari statunitensi nel Golfo. Secondo documenti iraniani trapelati, il satellite, noto come TEE-01B, sarebbe stato acquisito dalla Forza Aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) alla fine del 2024, dopo essere stato lanciato nello spazio dalla Cina.

Il TEE-01B è in grado di catturare immagini con una risoluzione di circa mezzo metro, paragonabile ai satelliti commerciali occidentali ad alta risoluzione. Si tratta di un enorme passo avanti rispetto alle capacità domestiche iraniane: il precedente satellite militare di punta dei Pasdaran, il Noor-3, aveva una risoluzione stimata di circa 5 metri, insufficiente per identificare singoli veicoli o monitorare con precisione l’attività nelle basi.

Attraverso l’analisi di coordinate, immagini satellitari e dati orbitali, è stato possibile ricostruire le attività del dispositivo, che sarebbe stato impiegato per il monitoraggio di siti militari statunitensi considerati strategici. In particolare, i registri indicano che il satellite ha acquisito immagini della Prince Sultan Air Base il 14 marzo, lo stesso giorno in cui il presidente statunitense Donald Trump ha riportato un attacco condotto contro la base che ha portato alla distruzione di cinque aerei americani.

Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha comunque respinto le accuse, dichiarando al Financial Times: “Recentemente, alcune forze si sono accanite nel fabbricare calunnie e nel collegarle maliziosamente alla Cina. Pechino si oppone fermamente a questo tipo di condotta malevola”.

Il presidente statunitense Trump ha reagito con toni critici alle indiscrezioni, chiedendo chiarimenti al leader cinese Xi Jinping. “Gli ho scritto una lettera chiedendogli di non farlo, e lui mi ha risposto dicendo che, essenzialmente, non lo sta facendo”, ha affermato in un’intervista alla conduttrice di Fox Business Maria Bartiromo. Interrogato dai giornalisti in merito alle notizie su un possibile invio di armi da parte della Cina, il presidente ha inoltre dichiarato: “Se la Cina lo fa, avrà grossi problemi”.

Dinnanzi a queste dichiarazioni, emerge per Pechino l’esigenza di mantenere una posizione equilibrata nel conflitto, evitando eccessivi sbilanciamenti che possano compromettere i propri equilibri diplomatici. La Cina trae infatti interesse sia dalla conclusione delle ostilità, che dal mantenimento di relazioni stabili con tutte le parti coinvolte.

Il Paese rappresenta il principale partner economico dell’Iran, assorbendone circa l’80% della produzione petrolifera. Circa un terzo del petrolio importato da Pechino transita, infatti, attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo la stabilità dell’area un interesse strategico primario. Un’eventuale prosecuzione delle interruzioni nel traffico marittimo potrebbe, quindi, avere ripercussioni sull’economia cinese che finora è riuscita a contenere gli effetti della crisi grazie alle proprie riserve energetiche.

Parallelamente, la Cina intrattiene relazioni consolidate con numerosi Paesi del Golfo, fondate su partnership tecnologiche e scambi nel settore energetico che, negli ultimi anni, hanno acquisito una rilevanza crescente, talvolta superiore a quella dei rapporti con l’Iran. Inoltre, resta essenziale per il governo cinese, mantenere relazioni non conflittuali con gli Stati Uniti, anche in vista della visita diplomatica di Trump a Pechino prevista per il mese di maggio.

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