Libano, tregua fragile: ritorni limitati e bisogni ancora elevati
Nonostante il cessate il fuoco di dieci giorni, il Libano continua a registrare una grave crisi umanitaria. Secondo Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, centinaia di migliaia di sfollati restano senza accesso adeguato a servizi essenziali e a soluzioni abitative stabili.
Nelle prime 48 ore dalla tregua, oltre un quarto delle circa 141.000 persone ospitate in rifugi collettivi ha lasciato temporaneamente le strutture, spesso per valutare le condizioni delle proprie abitazioni. Tuttavia, più di 117.000 persone rimangono ancora in centri di accoglienza. Le operazioni umanitarie proseguono con la distribuzione di beni essenziali, ma la situazione resta precaria e dipendente dall’evoluzione della sicurezza sul terreno.
Gaza e Cisgiordania, escalation della violenza e rischio ordigni inesplosi
Nel territorio palestinese occupato, la situazione della sicurezza nella Striscia di Gaza è in deterioramento. Nonostante le restrizioni ai valichi, le Nazioni Unite continuano a far entrare forniture essenziali, ma gli episodi di violenza – tra bombardamenti, scontri armati e attacchi – sono aumentati sensibilmente nell’ultima settimana.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha segnalato il crescente pericolo rappresentato dagli ordigni inesplosi, responsabili di vittime civili, soprattutto tra i bambini. Anche in Cisgiordania si registra un aumento della violenza, con vittime, danni alle proprietà e nuovi sfollamenti. Le restrizioni all’ingresso di attrezzature specializzate continuano a limitare le operazioni di bonifica.
Afghanistan, aiuti nel Nuristan ma restano criticità e tensioni
In Afghanistan sono riprese le operazioni umanitarie nelle aree isolate della provincia del Nuristan, dopo settimane di accesso limitato. L’intervento, coordinato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa e dalla Afghan Red Crescent Society con il supporto ONU, punta a raggiungere circa 136.000 persone rimaste senza beni essenziali.
La riapertura delle vie di accesso ha consentito la consegna di aiuti e una parziale ripresa dei mercati locali e delle evacuazioni sanitarie. Tuttavia, i bisogni restano elevati, soprattutto in ambito alimentare e sanitario. Il contesto resta instabile anche per le tensioni lungo il confine con il Pakistan, dove recenti bombardamenti hanno colpito infrastrutture civili.
Haiti, inondazioni e nuovi sfollamenti: resta alto il rischio
Forti piogge hanno causato gravi inondazioni nel nord-ovest di Haiti, provocando vittime, danni diffusi e nuovi sfollamenti. Secondo Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, oltre 1.000 abitazioni sono state colpite, con pesanti conseguenze anche per agricoltura e mezzi di sussistenza.
Le inondazioni hanno danneggiato infrastrutture chiave, tra cui strade, un ponte e strutture sanitarie, ostacolando l’accesso agli aiuti e ai servizi di base. Con i livelli dei fiumi ancora elevati, il rischio di ulteriori esondazioni resta significativo, mentre le principali necessità riguardano acqua, cibo, igiene e beni di prima necessità.
Fonte: OCHA Daily News Update
Immagine di copertina: Matteo Favre Pexels