sabato, Agosto 8, 2026

“La pace comincia da noi”

Nel suo appello alla comunità internazionale, Leone XIV indica quattro vie per costruire la pace: desiderio, responsabilità, verità e speranza; un messaggio urgente in un mondo segnato da oltre cento conflitti e da una nuova corsa agli armamenti

by Rachele Gabbin
"La pace comincia da noi"

Fin dalla sua elezione al soglio pontificio, l’8 maggio 2025, Papa Leone XIV ha lanciato ripetuti e urgenti appelli alla pace. Un richiamo che non sorprende, vista la crescente escalation del panorama internazionale, già definita dal suo predecessore, Papa Francesco, una “Terza guerra mondiale a pezzi”.

Le parole di Leone XIV, affidate a un discorso inedito pubblicato dall’Osservatore Romano, permettono di cogliere a fondo il cuore del suo messaggio. Il Pontefice articola la pace attorno a quattro direttrici fondamentali: desiderio, responsabilità, verità e speranza.

In primo luogo, il Papa sottolinea l’apparente ossimoro della pace: da un lato, il più profondo desiderio dell’umanità; dall’altro, una realtà fragilissima, continuamente minacciata, calpestata e derisa. Un dramma concreto, se si pensa che oggi sono oltre cento gli Stati coinvolti in conflitti o ostilità, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino a Sudan, Myanmar, Yemen e Repubblica Democratica del Congo.

La pace, sottolinea Leone XIV, è prima di tutto una responsabilità da vivere sul piano individuale. “Se di fronte a un problema, a una tensione o a un’offesa il nostro primo istinto è giudicare, accusare e persino condannare gli altri, sarà inevitabile che intorno a noi proliferino prima l’indifferenza e poi l’odio”, avverte il Pontefice. “Esiste un modo di guardare la realtà che distrugge anziché costruire. La pace, al contrario, inizia da ciascuno di noi”.

Per rafforzare questo concetto, il Papa richiama le celebri parole di Sant’Agostino: “Sono tempi difficili, sono tempi duri, tempi di sventure. Vivete bene e, con la vostra condotta, cambierete i tempi, e così non avrete più di che lamentarvi”. L’idea alla base è che non possiamo pretendere la pace dai potenti della Terra se non siamo i primi a coltivarla nei contesti di ogni giorno: nella propria casa, città e sui luoghi di lavoro.

La pace, prosegue il Pontefice, non può prescindere dalla verità. Perfino chi promuove la guerra afferma spesso di agire in nome della pace: nessuno ha il coraggio di ammettere di volere il conflitto fine a sé stesso, poiché anche i potenti della Terra sono consapevoli che ogni essere umano aspira originariamente alla giustizia. Eppure, specialmente dopo le devastanti conseguenze di Hiroshima e Nagasaki, il ricorso alle armi resta sempre un’avventura senza ritorno , per usare le parole di san Giovanni Paolo II.

In questa prospettiva, Leone XIV ha richiamato più volte l’appello che san Paolo VI rivolse all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ricordando il patto che unisce la comunità internazionale: un giuramento destinato a cambiare il corso degli eventi con il grido “Mai più la guerra, mai più la guerra! La pace deve guidare le sorti dei popoli e dell’intera umanità!”.

Particolarmente incisivo è poi il passaggio sul tema della deterrenza e del disarmo: “Soprattutto nell’era atomica, l’affermazione della verità deve farsi strada: non sono le armi nucleari a generare la pace, ma il disarmo. Questa verità, che sembrava acquisita nei decenni scorsi grazie ai processi di de-escalation, è oggi oscurata da una nuova e spaventosa corsa agli armamenti”.

Infine, la pace ha bisogno di speranza e di testimoni concreti. Per questo, conclude il pontefice, la Chiesa continuerà a predicare la carità verso ogni persona, in un mondo che oggi ha più che mai bisogno di ritrovare un orizzonte di fiducia.

 

FONTE: L’OSSERVATORE ROMANO

Photo credit: ⁠Edgar Beltrán, The Pillar, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

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