giovedì, Luglio 16, 2026

G7 di Evian: leader uniti su Mosca, l’asse atlantico ritrova la concordia

by Adriana Randazzo
G7: i leader occidentali riuniti

Il vertice del G7 in corso a Evian, in Francia, segna un punto di svolta nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa e rilancia la pressione occidentale sulla Russia perché si arrivi a una trattativa sulla guerra in Ucraina. Dopo settimane di tensioni tra Washington e le capitali europee, il vertice ha offerto l’immagine di un Occidente compatto, con Donald Trump schierato al fianco di Volodymyr Zelensky in un fronte comune nei confronti di Vladimir Putin, che si trova ora in una condizione a cui non era abituato: quella di essere isolato.

La presenza informale dello stesso Zelensky al vertice francese ha fatto di lui un protagonista attivo e in collegamento con gli alleati, mentre lo Zar, pur invitato, è stato di fatto tagliato fuori dal tavolo. A confermarlo è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha smentito un invito al G7 per Putin, dando ulteriore credito alla lettura di un isolamento crescente del leader russo.

Il leader ucraino, a corredo di una foto pubblicata sui social insieme a Trump, ha scritto che è sempre importante coordinare le posizioni con il tycoon, in una sintonia allineata con gli altri leader europei. Nell’ora dedicata al dossier ucraino, le fonti accreditate al vertice hanno fatto emergere grande compattezza e un messaggio di unità del gruppo a sostegno di Kiev.

La strategia: sanzioni, energia e difesa aerea

Il piano concordato dai grandi prevede di rafforzare il sostegno energetico a Kiev, con l’Italia in prima fila, e di rinforzare la difesa aerea ucraina contro gli attacchi indiscriminati di Mosca. A questo si aggiunge l’intenzione di mettere ulteriore pressione sulla Russia con nuovi pacchetti di sanzioni e con la conferma, imminente, dello stop al petrolio russo anche da parte degli Stati Uniti, dopo la deroga concessa nelle ultime settimane.

L’obiettivo dichiarato è costringere Putin a sedersi al tavolo negoziale. «Farò tutto ciò che è in mio potere per convincere Mosca a fare un accordo», ha confermato Trump, aggiungendo che i combattimenti continuano e che si continuano a perdere soldati su entrambi i fronti, in una situazione paragonata per intensità a episodi della Seconda guerra mondiale, mostrandosi comunque più determinato nello spingere lo Zar verso un negoziato. Per domani è inoltre già fissato il Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, al quartier generale della Nato.

L’incidente nella Manica

Sullo sfondo del vertice resta l’episodio avvenuto nel canale della Manica, dove una fregata da guerra russa ha sparato alcuni colpi d’avvertimento contro una barca civile, uno yacht che si era avvicinato all’imbarcazione. Il ministero della Difesa britannico ha aperto un’inchiesta, riportando l’attenzione internazionale sulla condotta di Mosca anche fuori dai confini ucraini.

La posizione di Zelensky

Nato a Bruxelles per affrontare le tematiche tecniche della difesa, il vertice ha visto Zelensky spiegare che i leader del G7 concordano sul fatto che la Russia non stia vincendo, definendo l’esito dell’incontro «molto positivo». «La Russia deve raggiungere un accordo il più rapidamente possibile, meglio tardi che mai», ha aggiunto il presidente ucraino, che ha ribadito il proprio invito a Putin a presentarsi al G7, caduto nel vuoto, rilanciando le ipotesi di Svizzera, Turchia o Medio Oriente come possibili sedi per un faccia a faccia. Putin, ha commentato, «non vuole mettere fine alla guerra».

La ricomposizione dell’asse atlantico

Al di là del dossier Ucraina, il vertice di Evian segna anche la ricomposizione dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa, dopo un periodo di gelo fatto di provocazioni reciproche che avevano messo in discussione l’unità di intenti tra le due sponde dell’Atlantico. Il G7, tornato a essere foro di dialogo costruttivo, ha riunito le sette grandi economie del mondo, che da sole valgono il 44% del Pil globale, insieme a partner allargati come Ucraina, Qatar, Emirati Arabi, Brasile, Corea del Sud, Egitto, India e Kenya.

Particolarmente significativo è il disgelo tra il presidente francese Emmanuel Macron e Trump: solo poche settimane fa il tycoon aveva rivolto a Macron critiche dirette, ipotizzando un boicottaggio del G7 a guida francese e preferendo un formato trilaterale con Macron e Zelensky. Da un clima di forte incertezza si è arrivati a una ritrovata unanimità, che si concretizzerà a breve con una cena tra i due leader a Versailles, segno di un’intesa che dal Mediterraneo arriva fino al dossier ucraino.

In questo clima di ricompattamento, il G7 ha trovato ieri un sostegno unanime a un memorandum Usa-Iran, a testimonianza di un ritrovato vigore politico e strategico comune. Tra i temi affrontati anche il rafforzamento delle sanzioni contro Mosca, su cui l’Unione europea ha trovato convergenza con Washington, e l’ipotesi, finora scartata dagli Stati Uniti, di fornire missili Patriot a Kiev, ora in fase di valutazione.

Fonte: Il giornale

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