venerdì, Maggio 8, 2026

Midterm 2026: Trump vuole riscrivere le regole del gioco prima ancora che la partita cominci

Tra leggi sull'identità degli elettori, ridisegno dei collegi e possibili agenti federali ai seggi, i democratici accusano il presidente di voler blindare il potere repubblicano. Ma il piano è davvero così solido?

by Adriana Randazzo

Mancano pochi mesi alle elezioni di midterm del 2026, e negli Stati Uniti si combatte già una battaglia che ha poco a che fare con i programmi elettorali e molto con le regole stesse del voto. Da una parte, un’amministrazione Trump decisa a riformare il sistema elettorale in modo profondo e rapido. Dall’altra, i democratici convinti che dietro ogni singola mossa si nasconda un disegno più grande: garantire ai repubblicani il controllo del Congresso indipendentemente dall’esito reale delle urne.

Il cuore della disputa è il cosiddetto Save America Act, la legge sull’identità degli elettori che Trump sta spingendo con forza insolita. Il testo richiederebbe la presentazione fisica di documenti di cittadinanza — passaporto o certificato di nascita — per registrarsi al voto, e azzererebbe di fatto la possibilità di votare per posta senza una giustificazione formale. Trump la presenta come una misura necessaria per proteggere l’integrità delle elezioni. I democratici la leggono diversamente: come uno strumento per restringere l’accesso al voto a quelle fasce della popolazione — giovani, minoranze, lavoratori — che storicamente tendono a votare per loro.

Il problema, sottolineano i critici, è che il problema che la legge vorrebbe risolvere non esiste. Le verifiche sulle liste elettorali condotte in Georgia, Louisiana e Utah hanno prodotto risultati irrisori: la Louisiana, usando un database federale appositamente costruito dall’amministrazione Trump, ha trovato appena 79 casi sospetti su milioni di voti espressi dagli anni Ottanta a oggi. Eppure Trump continua a usare il fantasma delle frodi come leva politica, e i sondaggi dicono che una maggioranza di americani è favorevole a requisiti più severi per il riconoscimento degli elettori. La retorica funziona, anche quando i fatti non la supportano.

A questo si aggiunge la questione del ridisegno dei collegi elettorali. Seguendo una direttiva di Trump, il Texas ha già ridisegnato le proprie mappe congressuali con l’obiettivo di aggiungere cinque seggi repubblicani. Altri Stati rossi hanno fatto lo stesso. In risposta, la California ha abbandonato la sua commissione apartitica per adottare una mappa favorevole ai democratici, e la Virginia potrebbe seguirne l’esempio. Il risultato è una corsa al ribasso che rischia di consegnare al paese un Congresso ancora più polarizzato.

Ma la mossa che preoccupa di più è un’altra, ancora tutta da verificare: l’ipotesi di schierare agenti dell’ICE ai seggi elettorali il giorno del voto. L’idea è stata evocata pubblicamente da Steve Bannon, storico sostenitore di Trump, che ha descritto la recente presenza massiccia degli agenti negli aeroporti come una prova generale. Il nuovo Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin ha escluso l’uso di funzionari in uniforme per intimidire gli elettori, ma non ha escluso tout court la presenza federale ai seggi. Una distinzione sottile, che non ha tranquillizzato nessuno.

Il governatore del Maryland Wes Moore ha sintetizzato con chiarezza il timore democratico: «Se non riesci a mantenere il potere attraverso elezioni democratiche, allora aggiusti le elezioni democratiche». È una accusa pesante, che l’amministrazione respinge. Ma i pezzi del mosaico — la legge elettorale, le mappe ridisegnate, i possibili agenti ai seggi, la bozza di un ordine esecutivo che evoca l’interferenza cinese del 2020 come pretesto per un controllo federale straordinario sulle prossime elezioni — sono tutti lì, visibili.

Che si tratti di un piano coordinato o di una serie di mosse separate, il risultato è lo stesso: i midterm del 2026 si giocheranno su un campo di cui qualcuno sta cercando di cambiare le dimensioni. E la partita, in un certo senso, è già cominciata.

Adriana Randazzo

Fonte: CNN

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