sabato, Agosto 8, 2026

Nobel: scienziati e leader mondiali a Castel Gandolfo per fermare la corsa nucleare nell’era dell’IA

Al Borgo Laudato si' è iniziata l'Assemblea mondiale dei premi Nobel su intelligenza artificiale e guerra nucleare: tre giorni di confronto tra scienziati, ex capi di Stato e Big Tech per scrivere una "Dichiarazione di Roma" sulla pace e la governance delle nuove tecnologie

by Adriana Randazzo
I premi Nobel si confronta sull'IA

Da oggi fino al 16 luglio, il Borgo Laudato si’, all’interno delle ville pontificie di Castel Gandolfo, ospita un evento di portata storica: la Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, l’Assemblea mondiale dei premi Nobel dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e rischio nucleare. Un parterre di eccezione riunisce trenta premi Nobel, venti tra i massimi esperti mondiali di IA, inclusi rappresentanti di OpenAI, Google DeepMind, AarU e Anthropic , trenta ex capi di Stato e di governo e altrettanti esponenti di università e centri di ricerca di primo piano, da Harvard a Oxford, fino alla Columbia University.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione di diverse organizzazioni internazionali attive nel campo del disarmo, della gestione delle crisi umanitarie e della ricerca scientifica avanzata, e trae ispirazione dall’enciclica di Leone XIV “Magnifica humanitas“, dedicata alla tutela della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Come sottolineano gli organizzatori, l’evento si colloca nella visione del Pontefice di una pacedisarmata e disarmante“, con l’obiettivo di individuare un nuovo paradigma globale capace di tenere insieme innovazione tecnologica, responsabilità ed etica.

Ad aprire i lavori è stato il cardinale Fabio Baggio, pro-prefetto del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, che ha ricordato come la pace non sia semplicemente assenza di conflitto, ma un ordine costruito su giustizia, fiducia reciproca e rispetto della dignità di ogni persona. Nel suo intervento, Baggio ha definito l’intelligenza artificiale una straordinaria opportunità per la medicina, la ricerca, l’educazione e la cooperazione tra i popoli, ma ha anche richiamato la necessità di una riflessione etica proporzionata alla portata delle sue conseguenze.

Un tema centrale del dibattito riguarda il progressivo indebolimento delle strutture internazionali di controllo degli armamenti. Il cardinale Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e presidente della Fondazione Communis, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi, le tecnologie quantistiche e le infrastrutture computazionali avanzate stiano ridefinendo il concetto stesso di sicurezza globale, in un contesto in cui il linguaggio della deterrenza è tornato a dominare le relazioni internazionali e le minacce nucleari vengono nuovamente evocate apertamente. Secondo Tomasi, i conflitti regionali coinvolgono sempre più le grandi potenze, trasformando il rischio di un’escalation nucleare da scenario astratto a pericolo concreto e attuale.

Richiamando ancora l’enciclica papale, il cardinale ha delineato l’alternativa che l’umanità si trova oggi ad affrontare: costruire una “nuova Babele”, in cui il potere tecnologico diventa un idolo che promette salvezza riducendo la persona a semplici dati ed efficienza, oppure ricostruire una “Gerusalemme” in cui la diversità diventa comunione e ogni innovazione si misura sulla dignità umana piuttosto che sull’espansione del potere. Un monito chiaro: la tecnologia, ha ribadito Tomasi citando le parole del Papa, non è mai moralmente neutra.

Sulla stessa linea si è espresso il cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata, secondo cui nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può sostituirsi alla capacità di discernimento umana. Il problema, ha spiegato, non è la tecnologia in sé, ma l’orientamento che le si vuole dare: senza un adeguato rispetto dei diritti fondamentali, il rischio è la creazione di sistemi che favoriscano controllo, manipolazione e nuove forme di disuguaglianza.

La giornata inaugurale è proseguita con gli interventi di numerosi premi Nobel, esperti internazionali, ex capi di Stato e rappresentanti della società civile, per poi lasciare spazio, nel pomeriggio, a sessioni a porte chiuse dedicate all’ascolto e al confronto diretto tra i partecipanti.

Il percorso dei tre giorni di lavori si concluderà con la stesura della “Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell’era dell’intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome, dei nuovi protocolli digitali e dei modelli emergenti di sviluppo digitale“. Il documento, che gli organizzatori descrivono come un tentativo di definire principi e linee guida condivise per la governance dell’intelligenza artificiale, verrà presentato ufficialmente il 16 luglio nel corso di un evento solenne in Campidoglio, segnando l’auspicato passaggio da un confronto internazionale a un impegno concreto su cooperazione, sviluppo integrale e pace tra i popoli.

Photo credit: Vatican News

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