martedì, Maggio 19, 2026

Sempre più cinesi puntano sull’Indonesia

Imprenditori e grandi gruppi si spostano nel Paese, attratti da crescita economica, digitale e transizione energetica

by Rachele Gabbin
Sempre più cinesi puntano sull’Indonesia

Negli ultimi anni, un numero crescente di imprenditori cinesi si è trasferito in Indonesia, attratto dalle opportunità offerte da una delle economie emergenti più dinamiche del Sud-Est asiatico. Il fenomeno si inserisce in un contesto segnato dal progressivo rallentamento dell’economia cinese e dall’intensificarsi della competizione interna, fattori che spingono molti attori economici di Pechino a cercare nuove opportunità all’estero.

In questo quadro, l’Indonesia si configura come un contesto particolarmente favorevole per l’avvio di iniziative imprenditoriali. Secondo il Ministero del Lavoro indonesiano, nel 2024 sono stati rilasciati oltre 100.000 permessi di soggiorno a migranti cinesi, più del doppio rispetto a quelli concessi a cittadini di tutte le altre nazionalità messe insieme e superiori di circa 20.000 rispetto a quelli dell’anno precedente. “In realtà il numero è ancora più alto, perché molti cinesi entrano inizialmente con visti turistici mentre avviano le loro attività”, afferma un imprenditore sino-indonesiano.

Una volta stabilitisi nel Paese, i nuovi arrivati tendono a replicare modelli imprenditoriali sviluppati in Cina, operando in settori che spaziano dalla ristorazione al mercato immobiliare, fino all’istruzione linguistica. “L’Indonesia oggi ricorda la Cina degli anni Ottanta: le opportunità sono numerosissime”, osserva, a sua volta, un operatore economico cinese attivo nel Paese.

Anche i grandi marchi cinesi, soprattutto quelli relativi al settore automobilistico, si stanno insediando progressivamente nell’arcipelago, arrivando a rappresentare oltre il 90% delle vendite di auto elettriche in Indonesia nella prima metà del 2025. Tra questi, BYD ha annunciato un investimento superiore a un miliardo di dollari per la costruzione di un impianto produttivo a West Java, con una capacità fino a 150.000 veicoli all’anno. Altre aziende, come XPeng e Wuling Motors, hanno già avviato la produzione locale.

Lo sviluppo del comparto è strettamente legato alle risorse naturali del Paese. L’Indonesia possiede le più grandi riserve mondiali di nichel, un metallo essenziale per la produzione di batterie. In questo contesto, gruppi cinesi come CATL e Huayou Cobalt stanno investendo complessivamente quasi 10 miliardi di dollari in progetti industriali legati alla filiera delle batterie.

Dal canto suo, l’Indonesia può attingere alle competenze cinesi per accelerare lo sviluppo di settori in rapida ascesa, a partire dall’economia digitale. Quest’ultima, che nel 2024 ha toccato quota 90 miliardi di dollari, potrebbe raggiungere i 360 miliardi entro il 2030. L’espansione dei pagamenti elettronici e il potenziamento delle infrastrutture fisiche, come i data center di Jakarta e Batam, aprono infatti nuovi varchi per le tech-company di Pechino, chiamate a contribuire alla costruzione dell’architettura computazionale regionale.

Anche la transizione ecologica costituisce un pilastro d’interesse primario. L’arcipelago sta sviluppando una capacità considerevole nelle rinnovabili attraverso progetti solari, geotermici e sistemi di stoccaggio. In quest’ambito, le imprese cinesi possono giocare un ruolo chiave nella realizzazione degli impianti, purché rispettino i vincoli locali e gli standard ambientali.

Infine, i capitali cinesi potrebbero generare ricadute positive sul sistema sanitario pubblico, che nonostante la copertura quasi universale soffre di limiti strutturali. Ciò apre spazi per investimenti in cliniche, diagnostica e farmaceutica, anche tramite zone economiche speciali e partenariati pubblico-privati. Parallelamente, il comparto delle scienze della vita offre terreno fertile per collaborazioni nel campo delle biotecnologie.

 

FONTE: THE ECONOMIST

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