sabato, Aprile 18, 2026

Sudan: tre anni di conflitto e catastrofe umanitaria

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa pubblica un nuovo report sulla catastrofe umanitaria e il conflitto a tre anni dal suo inizio.

by Annachiara Gigliozzi

A tre anni dall’inizio delle ostilità in Sudan, il Paese si trova ad affrontare una delle crisi umanitarie più profonde e, allo stesso tempo, meno visibili del panorama globale. Quello che era iniziato come un colpo di stato si è trasformato in un conflitto di logoramento che ha smantellato il tessuto sociale ed economico della nazione, lasciando dietro di sé una scia di sofferenza.

Secondo i dati recentemente diffusi dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), il numero di persone scomparse registrate ha superato quota 11.000, con un incremento del 40% solo nell’ultimo anno. Dietro queste cifre si celano migliaia di famiglie frammentate dalla violenza e dalle fughe improvvise continue. La mobilità forzata ha raggiunto proporzioni storiche: sono al momento quantificati 11 milioni di sfollati interni, molti dei quali costretti a spostarsi più volte a causa dell’instabilità dei fronti e all’incirca 4 milioni di persone che hanno varcato i confini cercando rifugio in Paesi limitrofi come Egitto, Ciad e Sud Sudan.

L’impatto del conflitto sulle infrastrutture civili è stato a sua volta devastante. Si stima che tra il 70% e l’80% delle strutture sanitarie nelle zone di conflitto sia ormai fuori servizio o incapace di garantire servizi essenziali. Questa paralisi non colpisce solo i feriti di questa guerra guerra, ma l’intera popolazione, privata dei servizi di base, dall’assistenza ostetrica alla gestione delle malattie croniche che colpiscono qualsiasi popolazione civile.

Inoltre, l’economia, basata per il 70% su agricoltura e allevamento, è stata quasi azzerata nelle aree rurali, erodendo la capacità di resilienza di una popolazione che già prima del conflitto versava in condizioni di fragilità.

Un aspetto particolarmente critico riguarda la violenza sessuale, un’azione atroce che il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) proibisce categoricamente ma che continua a essere usata come arma in modo estensivo, provocando ulteriore sofferenza e trauma. Lo stigma sociale e la paura di ritorsioni rendono difficile tracciare la reale portata di questi abusi, lasciando le sopravvissute nel silenzio e senza cure adeguate.

Il CICR ha recentemente pubblicato un nuovo report chiamato “The cost of inaction” (il costo dell’inazione o inerzia) che mira a fornire i dati principali a tre anni dallo scoppio del conflitto, in modo da poter monitorare la situazione e informare i lettori.

Fonte: ICRC News Release 14/04/2026

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