sabato, Aprile 18, 2026

Aggiornamento Umanitario dell’ OCHA – 24 marzo 2026

Libano – La risposta umanitaria continua tra gli attacchi

by Jacopo Padoan

L’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) riferisce che i partner continuano a rispondere ai bisogni crescenti fornendo cibo, rifugio, acqua, assistenza medica, supporto e protezione alle famiglie costrette a lasciare le proprie case.

Secondo il Ministero della Salute Pubblica libanese, tra il 2 e il 23 marzo sono state uccise 1.039 persone e 2.876 sono rimaste ferite. I bambini rappresentano almeno 118 dei morti e 365 dei feriti.

Ad oggi, oltre un milione di persone – tra cui quasi 370.000 bambini –  sono registrate come sfollate. Più di 130.000 persone trovano rifugio in quasi 650 centri asilo su tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei quali è già al limite o oltre la propria capacità.

Sono stati segnalati attacchi aerei in tutto il Libano: nella notte, sono stati condotti sette raid solamente sui sobborghi meridionali di Beirut, a seguito di nuovi ordini d’evacuazione di massa in diversi quartieri.

Nel Libano meridionale, almeno sette valichi chiave sul fiume Litani sono stati colpiti nell’arco dell’ultima settimana, limitando la libertà di movimento delle persone e ostacolando la distribuzione degli aiuti umanitari a chi fugge dalla violenza.

Ieri, il Programma Alimentare Mondiale e i suoi partner hanno distribuito 1,7 milioni di pasti caldi e 50.000 kit di cibo pronto al consumo. Sono stati consegnati inoltre oltre 93.000 materassi, 51.000 stuoie e 115.000 coperte, insieme a più di 33.000 kit igienici e quasi 20.000 kit per l’igiene mestruale. Sono stati forniti quasi 645.000 litri di acqua in bottiglia e 10.000 metri cubi di acqua, mentre oltre 487.000 litri di carburante sono stati messi a disposizione per garantire i servizi idrici essenziali.

I partner per l’istruzione e la protezione stanno inoltre supportando i bambini sfollati attraverso sostegno psicosociale, attività ricreative e modalità alternative di apprendimento.

Al 23 marzo, l’appello da 308,3 milioni di dollari per il Libano è finanziato al 20%, con 63,4 milioni di dollari ricevuti finora.


Territorio Palestinese Occupato – Le operazioni umanitarie affrontano restrizioni continue

L’OCHA segnala che ostacoli persistenti impediscono alle Nazioni Unite e ai partner ONG di rispondere pienamente ai bisogni della popolazione in tutto il Territorio Palestinese Occupato.

A seguito di un’udienza in tribunale ieri, le ONG internazionali partner riferiscono che il loro stato di registrazione presso le autorità israeliane non è ancora stato risolto. Le ONG sono indispensabili: il loro lavoro deve essere facilitato e la loro posizione regolarizzata, affinché i rifornimenti essenziali possano entrare, in particolare a Gaza, per garantire servizi umanitari critici.

Dalla riapertura del valico di Rafah giovedì scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i suoi partner hanno supportato l’evacuazione medica di 16 pazienti bisognosi di cure non disponibili a Gaza, insieme a 30 accompagnatori. I team ONU hanno inoltre offerto servizi a 20 rimpatriati. Il supporto è stato fornito giovedì e domenica, con una pausa programmata nel fine settimana. Il Coordinatore Umanitario, Ramiz Alakbarov, è in contatto con le autorità per garantire che il movimento volontario di persone dentro e fuori Gaza possa continuare in modo sicuro, dignitoso e nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Il sostegno ONU per le evacuazioni mediche e i rimpatriati riprenderà giovedì.

Kerem Shalom rimane l’unico valico operativo per l’ingresso di merci umanitarie e commerciali nella Striscia. L’ONU rinnova il proprio appello per l’apertura di ulteriori valichi e la rimozione delle restrizioni alle operazioni umanitarie.

In Cisgiordania, l’OCHA mette in guardia sul grave impatto degli attacchi dei coloni contro i palestinesi e delle politiche israeliane che portano alla spoliazione delle terre. Negli ultimi giorni, sono stati documentati numerosi attacchi che hanno causato vittime, danni a proprietà e sfollamenti tra la popolazione palestinese.

Gli Sfollamenti si sono attuati da venerdì a causa degli sgomberi forzati condotti dalle autorità israeliane nell’area di Batn al-Hawa, nel quartiere di Silwan, a Gerusalemme Est: una zona in cui oltre 1.000 palestinesi, quasi la metà dei quali bambini, rischiano lo sfollamento forzato. Sgomberi, demolizioni e violenze hanno gravi ripercussioni fisiche, sociali, economiche ed emotive. I palestinesi devono essere protetti e i responsabili chiamati a rispondere delle proprie azioni.


Sudan – L’ONU lancia l’allarme sull’uso letale dei droni: 500 vittime da gennaio

L’OCHA esprime profonda preoccupazione per l’impatto degli attacchi con droni in escalation, e per le continue segnalazioni di uccisioni di civili in Sudan, anche mentre le famiglie cercavano di celebrare le festività dell’Eid.

L’Ufficio dell’ONU per i Diritti Umani ha reso noto oggi che, tra gennaio e metà marzo, più di 500 civili sarebbero stati uccisi in attacchi con droni da guerra, sottolineando il devastante impatto, di armi high-tech sempre più accessibili, nelle aree popolate.

Sabato scorso, un attacco a un convoglio di veicoli commerciali a Ed Daein, nello Stato del Darfur Orientale, ha ucciso almeno 23 persone, tra cui donne e bambini. Nel Kordofan Occidentale, fonti locali indicano che almeno 17 persone sono state uccise e 25 ferite sui quartieri residenziali della città di Lagawa. Nello Stato Settentrionale,gli attacchi con droni nella città di Ad Dabbah venerdì hanno causato la morte di sei persone e danni a infrastrutture civili, tra cui un istituto tecnico e una stazione elettrica, provocando interruzioni di corrente. Nello Stato del Nilo Azzurro, fonti locali hanno riferito che più di 30 civili sono stati uccisi ieri a Kurmuk, circondata e colpita da intensi bombardamenti. Alcuni abitanti avrebbero già attraversato il confine verso l’Etiopia.

L’ONU ribadisce che il diritto internazionale umanitario proibisce gli attacchi diretti contro civili e strutture civili, così come gli attacchi indiscriminati, e rinnova il proprio appello a tutte le parti affinché facilitino un accesso agli aiuti umanitari rapido, sicuro, senza ostacoli e continuativo in tutte le aree bisognose del Sudan.


America Centrale – L’ONU mobilita oltre 10 milioni di dollari in vista della siccità

Il Coordinatore per i Soccorsi d’Emergenza, Tom Fletcher, ha stanziato 10,5 milioni di dollari dal Fondo Centrale ONU per la Risposta alle Emergenze; per supportare le popolazioni in vista di una grave siccità nel cosiddetto “Corridoio Secco”, lungo le coste di El Salvador, Guatemala e Honduras.

Le comunità – in gran parte agricoltori di sussistenza – si trovano ad affrontare raccolti falliti, crescente insicurezza alimentare e pressioni sempre più forti sui loro mezzi di sostentamento.

Questo nuovo finanziamento permetterà all’OCHA e ai suoi partner umanitari di intervenire tempestivamente per ridurre i bisogni, proteggere i posti di lavoro e aiutare le famiglie a far fronte a delle eventuali crisi. Circa 150.000 persone nei tre Paesi riceveranno sussidi in denaro per acquistare cibo, semenze resistenti alla siccità e mangimi per il bestiame, oltre a supporto sanitario e servizi idrici e igienico-sanitari.

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