sabato, Aprile 18, 2026

Dopo anni di trattative, l’Unione Europea e l’Australia hanno raggiunto un accordo di libero scambio.

by Adriana Randazzo

Martedì 24 marzo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano Anthony Albanese hanno raggiunto un accordo di libero scambio con l’obiettivo di incrementare le esportazioni e intensificare la cooperazione tra i due blocchi.

In un momento in cui sia l’Europa sia l’Australia si trovano ad affrontare le sfide della crisi in Medio Oriente, von der Leyen ha dichiarato: «Stiamo inviando un segnale forte al resto del mondo: l’amicizia e la cooperazione sono ciò che conta di più nei momenti di turbolenza».

L’accordo era atteso da otto anni, durante i quali i negoziati hanno cercato di risolvere i principali nodi irrisolti: l’uso australiano di denominazioni geografiche europee e l’accesso della carne bovina australiana al mercato europeo. L’intesa finale consente all’Australia di continuare a utilizzare alcune denominazioni geografiche — come feta e gruyère — a condizione che i produttori le impieghino da almeno cinque anni. Sul fronte automobilistico, l’Australia ha innalzato la soglia della tassa sui veicoli di lusso per i veicoli elettrici, esentando così la grande maggioranza dei modelli europei.

Grazie all’accordo, si prevede che le esportazioni europee verso l’Australia crescano di un terzo nel primo decennio, con una crescita stimata intorno al 50% per i settori lattiero-caseario e automobilistico. Aumenterà inoltre la quota di carne bovina australiana ammessa nel mercato europeo.

L’intesa si inserisce in un contesto internazionale segnato da forti tensioni economiche e geopolitiche. L’Australia esporta la maggior parte delle proprie merci verso la Cina e dipende dagli Stati Uniti come principale fonte di investimenti. Negli ultimi anni, tuttavia, Canberra ha diversificato i propri mercati di sbocco, dopo il blocco delle esportazioni agricole imposto da Pechino nel 2020 e l’introduzione dei dazi commerciali americani. Anche l’Unione Europea è alla ricerca di nuovi partner, per far fronte alle pressioni tariffarie statunitensi e alla crescente competizione del mercato cinese.

Centrale nei colloqui è stata anche la guerra in Medio Oriente: il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, Fatih Birol, ha avvertito che il mondo rischia una crisi energetica senza precedenti qualora il conflitto non si concluda. Von der Leyen ha definito la guerra un campanello d’allarme sulle vulnerabilità dell’Europa e ha esortato con forza a una rapida fine delle ostilità.

Adriana Randazzo

Fonte: Le Monde

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