Riportiamo la traduzione in italiano dell’intervista curata dall’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (Stockholm International Peace Research Institute, SIPRI) al Dott. Markus Schiller, Ricercatore Senior Associato presso il Programma di ricerca su Armamenti e Disarmo del SIPRI e Amministratore Delegato della società di consulenza ST Analytics con sede a Monaco di Baviera.
Pubblicato da SIPRI, 01/04/2026
Il 20 marzo il Wall Street Journal ha riportato che l’Iran aveva lanciato due missili balistici verso la base aerea militare congiunta di Regno Unito e Stati Uniti sull’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, citando «numerosi funzionari statunitensi». La notizia è stata successivamente confermata dal governo britannico, ma smentita dall’Iran, che l’ha definita un’operazione “false flag”. Tuttavia, sono emerse poche ulteriori informazioni sull’incidente. Se le notizie fossero accurate, ciò significherebbe che l’Iran ha dimostrato la capacità di lanciare missili con una gittata di quasi 4000 chilometri dai propri confini. Ad oggi, l’Iran ha affermato di rispettare una moratoria autoimposta sulla gittata dei missili di 2000 km. In questa sessione di domande e risposte, il dottor Markus Schiller, ricercatore senior associato del SIPRI ed esperto di razzi e missili, spiega cosa possiamo dedurre dalle limitate informazioni disponibili sulle tecnologie missilistiche che potrebbero essere state coinvolte e sulle capacità di attacco a lungo raggio dell’Iran.
D: Se l’Iran avesse lanciato missili che hanno raggiunto le vicinanze di Diego Garcia, questo cambierebbe ciò che sappiamo sui missili iraniani?
MS: Non proprio. Sebbene il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei avesse dichiarato molti anni fa di aver imposto un limite di 2000 km alla gittata dei missili balistici iraniani, era chiaro agli osservatori che l’Iran stesse lavorando su tecnologie e missili che gli avrebbero permesso di superare rapidamente tale soglia. Un esempio è il missile Khorramshahr, testato per la prima volta circa 10 anni fa. L’Iran ha dichiarato che questo missile balistico monostadio a propellente liquido aveva una gittata di soli 2000 km, sostenendo al contempo che potesse trasportare carichi utili fino a 1800 chilogrammi. È logico che il Khorramshahr possa avere una gittata molto più lunga con una testata più leggera. Inoltre, negli ultimi anni l’Iran ha introdotto tecnologie nell’ambito del suo presunto programma spaziale, ad esempio i grandi motori a propellente solido testati con il razzo Zuljanah dal 2021, che suggeriscono che potrebbe alla fine aumentare la gittata dei suoi missili.
D: Quali missili potrebbe aver lanciato l’Iran contro Diego Garcia?
MS: Non abbiamo molti elementi su cui basarci, ma il candidato più ovvio è il missile Khorramshahr, che sarebbe in grado di coprire i circa 3800 km fino a Diego Garcia, anche se di poco, trasportando una testata molto leggera e utilizzando parte delle sue riserve di propellente per una gittata extra. Tuttavia, in una dichiarazione rilasciata il giorno dopo l’attacco, il Capo di Stato Maggiore israeliano, il generale Eyal Zamir, ha aggiunto il dettaglio secondo cui l’Iran avrebbe lanciato “un missile balistico intercontinentale a due stadi” contro Diego Garcia. Anche se alcune parti della dichiarazione potrebbero essere andate perse nella traduzione, ciò escluderebbe probabilmente il Khorramshahr a stadio singolo. Esistono diverse possibilità per un missile iraniano a due stadi con questa gittata, ad esempio derivati di uno dei “lanciatori spaziali” iraniani. Tuttavia, è possibile che la dichiarazione riflettesse il fatto che il Khorramshahr separa la testata in volo, quindi le forze statunitensi avrebbero visto due oggetti avvicinarsi alla base.
D: Quali sono le implicazioni per gli Stati Uniti e i loro alleati se i missili dall’Iran avessero effettivamente raggiunto le vicinanze di Diego Garcia?
MS: Per quanto riguarda le implicazioni militari, non molte. Secondo quanto riferito, un missile ha fallito in volo mentre l’altro è stato abbattuto, il che suggerisce che sono soggetti a problemi e che possono essere neutralizzati da sistemi di difesa aerea attivi. Inoltre, la base di Diego Garcia è una striscia di atollo larga 1 km nel punto più ampio. Colpire un bersaglio così piccolo con missili balistici come il Khorramshahr si è rivelato difficile in passato, specialmente a una tale distanza. Non si tratta di missili balistici intercontinentali (ICBM) avanzati con veicoli post-boost complessi. Inoltre, un colpo diretto da una testata molto leggera come quella che il Khorramshahr potrebbe trasportare a una tale distanza danneggerebbe un edificio, ma non avrebbe un grande effetto se, ad esempio, colpisse un aeroporto. Tuttavia, l’idea che l’Iran possa lanciare un missile balistico a 4000 km ha più un valore simbolico, inviando un chiaro messaggio che l’Iran potrebbe prendere di mira capitali europee lontane come Londra. Ma sappiamo da anni che è così, ed è difficile capire cosa l’Iran potrebbe sperare di ottenere facendolo. Sebbene un attacco del genere possa infliggere qualche danno, è più probabile che fallisca o almeno manchi il bersaglio previsto. A questo proposito vale la pena notare che in Europa sono già in corso iniziative per difendersi proprio da questo tipo di minaccia missilistica – ad esempio, l’acquisto da parte della Germania del sistema di difesa missilistica israeliano Arrow-3. E come i leader iraniani devono ben sapere, un simile attacco contro l’Europa scatenerebbe quasi certamente una reazione che metterebbe il regime iraniano in una situazione peggiore di quella in cui si trova già. Questo regime non è stupido, e sa certamente molto bene come e quando giocare le sue carte.
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Photo credits: ClaireFanch, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons