L’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) afferma che i bisogni umanitari continuano ad aggravarsi in tutto il paese a causa del persistere di ostilità ad alta intensità, con i civili che continuano a sopportare il peso maggiore della violenza.
Il bilancio umano del conflitto continua a crescere. Da ieri, più di 40 persone sono state uccise e oltre 160 sono rimaste ferite, portando il numero totale di morti a oltre 2.100 e quello dei feriti a oltre 7.000 dall’inizio dell’escalation il 2 marzo, secondo le autorità. Più di 1,2 milioni di persone sono state sfollate a seguito di massicci ordini di evacuazione che coprono circa il 15% del paese.
I combattimenti intorno alla città di Bint Jbeil, nel governatorato di Nabatieh, continuano a minacciare gli spostamenti dei civili e l’accesso umanitario. L’attacco di oggi al ponte di Qasmiyeh, una via fondamentale per Tiro, ha ulteriormente isolato le aree a sud del fiume Litani, colpendo oltre 106.000 persone. Solo un valico risulta ancora aperto al momento.
Continuano gli attacchi alle strutture sanitarie. L’ospedale di Tebnin, una struttura traumatologica chiave nel sud del Libano, ha visto il proprio pronto soccorso e altre strutture critiche danneggiate, ma secondo quanto riferito rimane operativo.
Dall’inizio dell’escalation, gli attacchi alla sanità hanno provocato 88 morti e più di 200 feriti tra gli operatori sanitari, dichiara l’OCHA. Questi incidenti costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e stanno compromettendo seriamente l’accesso delle persone alle cure mediche.
l’Ocha continua a rispondere nonostante i forti vincoli operativi e i gravi sottofinanziamenti. Dal 2 marzo, i nostri partner che lavorano nel settore idrico e igienico-sanitario hanno distribuito più di 140.000 coperte, 114.000 materassi e oltre 100.000 kit igienici. Sono stati inoltre consegnati alle popolazioni colpite oltre 3 milioni di litri di acqua potabile in bottiglia.
Il Lebanon Flash Appeal (Appello d’emergenza per il Libano) è stato lanciato congiuntamente il 13 marzo dal Segretario Generale e dal Primo Ministro del Libano, per coprire il periodo da marzo a maggio. Esso mira a raggiungere 1 milione di persone e richiede 308 milioni di dollari. Ma a poco più di un mese di distanza, l’appello è finanziato per meno di un quarto. L’assistenza e i servizi umanitari fondamentali rischiano di essere severamente ridotti o sospesi, proprio mentre il numero di persone che necessitano di aiuto continua a salire vertiginosamente.
Territorio Palestinese Occupato
Gli aiuti arrivano col contagocce a Gaza a causa dell’accesso limitato.
L’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari riferisce che nella giornata di ieri i team delle Nazioni Unite hanno ritirato carburante, cibo, forniture mediche, abbigliamento e altri articoli dai due valichi merci operativi a Gaza, Kerem Shalom e Zikim.
Martedì, gli operatori umanitari hanno ritirato il carico solo da Kerem Shalom, poiché le attività di raccolta e scarico a Zikim sono state finora consentite solo a giorni alterni.
Nel frattempo, i partner impegnati nell’azione contro le mine riferiscono che la scorsa settimana hanno tenuto sessioni educative per oltre 12.000 persone a Gaza City, Deir al Balah e Khan Younis sui rischi associati agli ordigni esplosivi. Finora, nel 2026, si sono verificati oltre una dozzina di incidenti che hanno ferito più di 30 persone. Affrontare tale rischio in modo più significativo richiede l’autorizzazione a portare attrezzature critiche a Gaza e a condurre l’intera gamma di attività di smaltimento.
Le restrizioni, comprese le limitazioni all’ingresso di articoli elencati come a “duplice uso” o non umanitari – incluse le attrezzature necessarie per smaltire gli ordigni esplosivi – continuano a ostacolare la risposta umanitaria.
I partner che si occupano di violenza di genere riferiscono di aver fornito a quasi 8.000 persone una serie di servizi, tra cui supporto per la salute mentale e sessioni sui diritti legali, sulla salute riproduttiva e sulla protezione dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale. Ciò si aggiunge alla fornitura di denaro contante e articoli per sostenere le donne e le ragazze nella loro igiene personale e nel loro benessere.
Intanto, questa settimana si segnalano continui attacchi, compresi raid e bombardamenti israeliani, che colpiscono aree residenziali e mettono a rischio i civili. Sabato, due persone, tra cui un bambino piccolo, sarebbero rimaste ferite quando una scuola delle Nazioni Unite utilizzata come rifugio per gli sfollati interni nel campo di Jabalya è stata colpita da colpi di arma da fuoco.
L’OCHA sottolinea che i civili e le strutture civili devono essere sempre protetti.
In Cisgiordania, l’OCHA riferisce che continuano ad registrarsi alti livelli di sfollamento. Nelle prime due settimane di aprile si è registrato lo sfollamento di circa 150 persone, portando il numero complessivo di sfollati finora nel 2026 a oltre 2.500 palestinesi, tra cui più di 1.100 bambini; questo sfollamento è dovuto principalmente alla violenza dei coloni e alle restrizioni di accesso, ma è anche legato a demolizioni e sfratti.
Sudan
Il bilancio delle vittime sale mentre il conflitto entra nel suo quarto anno.
In Sudan, la guerra entra nel suo quarto anno e gli attacchi con i droni continuano a mietere vittime tra i civili nel Darfur.
I partner umanitari riferiscono che, martedì, un attacco ha colpito un mercato nel villaggio di Adikon, nel Darfur occidentale, vicino al cruciale valico di frontiera di Adre. Cinque civili sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti.
I civili e le infrastrutture civili non devono essere presi di mira, in linea con il diritto internazionale umanitario. Le Nazioni Unite continuano a chiedere un’immediata cessazione delle ostilità e un accesso umanitario rapido, sicuro, senza ostacoli e prolungato per tutti coloro che ne hanno bisogno.
Aiuta le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG umanitarie a raggiungere le persone in Sudan con un sostegno urgente.
Ucraina
Funzionario ONU chiede una migliore protezione dei civili nel mezzo di incessanti attacchi con droni.
L’OCHA riferisce che, tra ieri e oggi, attacchi su larga scala in tutta l’Ucraina hanno causato molteplici vittime civili e ingenti danni alle aree residenziali.
Da Dnipro, questa mattina, il Coordinatore Umanitario per l’Ucraina, Matthias Schmale, ha sottolineato che per molte comunità tali attacchi sono diventati una realtà quotidiana, estendendosi ben oltre le aree della prima linea, e ha ribadito che i civili e coloro che li assistono devono essere protetti ai sensi del diritto internazionale umanitario.
Le autorità riferiscono che 21 civili sono stati uccisi, tra cui un bambino, e circa 145 sono rimasti feriti.
Le città di Odessa, Dnipro e Kiev sono state tra le più colpite. Sono stati danneggiati diversi edifici residenziali, uffici, un centro commerciale, un hotel e una scuola. Le ostilità nelle regioni di prima linea continuano inoltre a causare danni diffusi alle abitazioni e alle infrastrutture civili, comprese le scuole nella regione di Kharkiv.
Le Nazioni Unite e i partner umanitari sono mobilitati e stanno supportando i soccorritori nazionali nelle operazioni di ricerca e salvataggio, nello spegnimento degli incendi e nello sgombero delle macerie. Hanno inoltre fornito il primo soccorso medico e psicologico.
AGGIORNAMENTO QUOTIDIANO OCHA Giovedì, 16 Aprile 2026
In Libano continuano le violazioni del diritto internazionale, mentre aumentano gli attacchi alle strutture sanitarie
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