giovedì, Maggio 14, 2026

Sudan: droni causano 80% di vittime civili nel 2026

Secondo le Nazioni Unite oltre l’80% delle vittime civili del 2026 è stato causato da attacchi con droni. Colpiti mercati, ospedali e infrastrutture mentre il conflitto entra nel quarto anno.

by Annachiara

La guerra in Sudan entra in una fase ancora più pericolosa. Secondo l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, oltre l’80% delle vittime civili registrate nei primi quattro mesi del 2026 è stato causato da attacchi con droni. Almeno 880 persone sarebbero morte tra gennaio e aprile, mentre il conflitto tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF) continua senza tregua.

Türk ha definito “estremamente preoccupante” l’aumento dell’utilizzo dei droni da parte delle fazioni in guerra, sottolineando che queste armi stanno trasformando il conflitto in una guerra sempre più distruttiva e difficile da fermare. Secondo l’ONU, il ricorso massiccio ai droni permette infatti di continuare le operazioni militari anche durante la stagione delle piogge, periodo che in passato rallentava gli scontri sul terreno.

La regione del Kordofan è attualmente l’epicentro degli attacchi. Tra gli episodi più gravi segnalati dalle Nazioni Unite c’è il bombardamento dell’8 maggio nelle aree di Al Quz e vicino a El Obeid, che avrebbe provocato almeno 26 morti civili e numerosi feriti. I droni hanno colpito ripetutamente anche infrastrutture essenziali come mercati, ospedali, depositi di carburante e vie di rifornimento, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria.

L’ONU denuncia che almeno 28 attacchi hanno interessato mercati pubblici e che strutture sanitarie sono state colpite almeno 12 volte dall’inizio dell’anno. In molte zone del Paese gli ospedali sono stati costretti a chiudere, lasciando migliaia di persone senza accesso alle cure mediche.

Le violenze si stanno inoltre estendendo oltre Darfur e Kordofan, raggiungendo anche Khartoum, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. Un recente attacco contro l’aeroporto internazionale della capitale ha provocato la sospensione di tutti i voli, alimentando il timore di una nuova escalation urbana.

Secondo Türk, senza un intervento immediato della comunità internazionale il Sudan rischia di entrare in una fase “ancora più mortale” del conflitto. L’ONU ha chiesto misure urgenti per fermare il trasferimento di armi e droni alle parti in guerra e garantire la protezione dei civili, già minacciati da fame, sfollamenti di massa e gravissime violazioni dei diritti umani.

Fonte: UN News

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