mercoledì, Giugno 3, 2026

Myanmar, oltre 50 morti in un’esplosione riconducibile a un gruppo ribelle

A esplodere sarebbe stato materiale immagazzinato dalla Ta’ang National Liberation Army

by Rachele Gabbin
Myanmar, oltre 50 morti in un’esplosione riconducibile a un gruppo ribelle

Si contano almeno 55 morti in un’esplosione nel villaggio di Kaung Tat, in Myanmar, secondo quanto riferito dalla BBC e dall’agenzia di stampa locale Shwe Phee Myay News Agency. La deflagrazione sarebbe stata provocata dallo scoppio accidentale di materiale esplosivo immagazzinato da un gruppo armato locale e destinato ad attività minerarie. Le operazioni di ricerca e soccorso sono tuttora in corso e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi.

A confermare la tragedia è stata la stessa Ta’ang National Liberation Army (TNLA), l’organizzazione che controlla il villaggio situato nei pressi del confine con la Cina e che attualmente osserva un cessate il fuoco con le forze armate del Myanmar. In un messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram, il gruppo ha espresso cordoglio per le vittime: “Il Fronte di Liberazione dello Stato Palaung/TNLA esprime le sue più profonde condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso la vita, sono rimasti feriti o hanno subito danni a causa dell’esplosione”.

La TNLA ha inoltre assicurato che eventuali responsabilità saranno accertate e perseguite, impegnandosi a fornire nel più breve tempo possibile assistenza sanitaria, sostegno economico e programmi di riabilitazione alle famiglie colpite.

Un giornalista locale che si trovava sul posto ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che l’esplosione è stata così violenta che alcune vittime sono rimaste sepolte sotto enormi quantità di macerie e detriti, rendendo necessario l’utilizzo di escavatori per completare le ricerche.

Tra i testimoni dell’accaduto vi è anche Moe Z., residente della zona, che ha descritto una scena di devastazione totale: “Tutto è stato completamente distrutto, oltre ogni possibilità di riconoscimento”. L’uomo si trovava a circa 2,4 chilometri dal luogo dell’esplosione quando ha visto levarsi in cielo un enorme fungo di fumo.

In un primo momento, lui e le persone che erano con lui hanno pensato a un attacco aereo, ipotesi plausibile nel contesto della guerra civile che continua a interessare il Myanmar. Tuttavia, l’assenza di ulteriori scoppi li ha portati a considerare altre possibilità, tra cui la detonazione accidentale di un grande quantitativo di esplosivi. “Per la potenza dell’onda d’urto e il rumore che abbiamo sentito, non si è trattato di una piccola esplosione. Non era paragonabile a una bomba sganciata da un drone”, ha raccontato il testimone.

Il conflitto che oggi devasta il Myanmar ha avuto origine nel febbraio 2021, quando le forze armate hanno rovesciato con un colpo di Stato il governo civile guidato dalla premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi. Il golpe ha annullato l’esito delle elezioni del novembre 2020, vinte con ampio margine dalla National League for Democracy (NLD), ridimensionando ulteriormente l’influenza politica dei militari.

Alla presa del potere da parte della giunta sono seguite massicce proteste popolari, represse con estrema violenza attraverso arresti arbitrari, torture, esecuzioni extragiudiziali e un uso indiscriminato della forza contro i civili.

A oltre cinque anni dal colpo di Stato, il Myanmar rimane un Paese profondamente frammentato, alle prese con le pesanti conseguenze politiche, economiche e sociali della guerra civile. Mentre la giunta tenta di consolidare il proprio controllo attraverso una repressione sempre più severa e cerca di rafforzare la propria legittimità mediante elezioni controverse, la resistenza armata continua a espandere la propria influenza in diverse aree del territorio.

Nonostante i successi ottenuti dalle forze antiregime, le divisioni tra i gruppi di opposizione e la superiorità aerea dell’esercito rappresentano ancora ostacoli significativi. In questo contesto, il ruolo delle potenze regionali, in particolare della Cina, continua a essere determinante per gli sviluppi futuri del conflitto e per il destino del Paese.

 

FONTE: The Straits Time

Photo credit: PSLF-TNLA, CC BY 3.0, https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia Commons

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