mercoledì, Giugno 3, 2026

Muore in carcere il leader indigeno Brooklyn Rivera

Il presidente del partito Yatama era detenuto da oltre 970 giorni; la famiglia accusa il regime di averne nascosto la morte

by Rachele Gabbin
Muore in carcere il leader indigeno Brooklyn Rivera

Brooklyn Rivera Bryan è morto sabato 30 maggio all’età di 73 anni. Storico leader del popolo Miskito, una delle principali comunità indigene dell’America Centrale, era anche presidente nazionale di Yatama, il principale partito politico indigeno del Nicaragua.

Da oltre 970 giorni si trovava detenuto arbitrariamente dal regime guidato dal presidente Daniel Ortega e dalla vicepresidente Rosario Murillo.

Secondo diverse fonti, le autorità avrebbero occultato la notizia della sua morte per oltre quindici ore. Solo nel corso della giornata del 31 maggio 2026 il governo ha confermato il decesso, senza tuttavia fornirne dettagli. Il regime ha sbrigativamente attribuito la morte di Rivera a un presunto “deterioramento fisico e neurologico” provocato da un’infezione batterica associata al COVID-19.

Le autorità continuano inoltre a trattenere la salma del leader, rifiutandone la restituzione ai familiari; questi ultimi hanno espresso il desiderio di rispettare le sue ultime volontà, seppellendolo a Lidaukra, nei pressi di Sandy Bay, dove riposa anche sua madre. In questo senso, persino dopo la morte, Brooklyn Rivera resta a tutti gli effetti un prigioniero.

Il leader indigeno è il settimo detenuto politico a morire sotto la custodia del duo politico Ortega-Murillo, che ha deliberatamente nascosto la gravità delle sue condizioni di salute, ignorando i ripetuti appelli della comunità internazionale e dei parenti che chiedevano una ‘prova di vita’.

A seguito della diffusione delle immagini del leader in agonia, la figlia Tininiska Rivera ha respinto la versione ufficiale sulle cause del decesso. Secondo la donna, le dichiarazioni del governo rappresentano solo un tentativo di sottrarsi alle responsabilità per le privazioni e gli abusi inflitti al padre durante la detenzione, formulato proprio a ridosso della sua imminente scomparsa.

Il comunicato e le fotografie diffusi dalla dittatura dimostrano soltanto le condizioni indegne, disumane e degradanti in cui mio padre è stato trattenuto, costituendo la prova evidente di una flagrante violazione dei suoi diritti fondamentali”, ha denunciato Tininiska in una lettera pubblica.

Rivera era il leader del partito indigeno Yapti Tasba Masraka Nanih Aslatakanka (Yatama), che in lingua miskita significa ‘Figli della madre terra uniti’. Con la sua organizzazione, inizialmente si oppose all’ascesa al potere del presidente Daniel Ortega, diventandone tuttavia alleato nel 2007.

I rapporti hanno cominciato a incrinarsi definitivamente nell’aprile 2023, dopo la sua partecipazione al Forum Permanente dell’ONU sulle Questioni Indigene a New York, contesto in cui il leader aveva denunciato la drammatica situazione delle comunità native e afrodiscendenti nel proprio paese. Al momento di fare ritorno, a Rivera è stato infatti vietato il rientro in patria a causa di un blocco migratorio imposto dalle autorità nicaraguensi.

Il leader è comunque riuscito a fare rientro clandestinamente in Nicaragua: “Sono qui, di nuovo, assumendomi alcuni livelli di rischio per amore della mia terra, delle mie comunità, del mio popolo, della mia gente”, aveva dichiarato in un videomessaggio rivolto al suo gruppo.

Nel settembre 2023 Rivera è stato arrestato arbitrariamente. Sebbene inizialmente trattenuto senza accuse formali, gli è stato negato qualsiasi contatto con i familiari; poco dopo, al suo partito è stato categoricamente vietato di presentarsi alle elezioni. In quello stesso periodo, la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH) ha espresso profonda preoccupazione per gli “atti di repressione e violenza contro i membri” dell’organizzazione indigena, “nonché per i continui attacchi, la criminalizzazione e le molestie contro le comunità della Costa Caraibica del Nicaragua”.

Il 30 settembre 2024, l’OHCHR ha chiesto l’immediato rilascio di Rivera. Tuttavia, mesi dopo, durante il dialogo interattivo per la Revisione Periodica Universale del Nicaragua, il governo di Managua ha dichiarato che era stata revocata l’immunità parlamentare del leader per consentire un’indagine su reati gravi, tra cui quello di tradimento alla patria, per i quali erano già state presentate accuse formali a suo carico.

 

FONTE: BBC
Photo credit: Keenan63, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

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