martedì, Agosto 25, 2026

Il patto fiscale di Caputo

Il ministro dell'Economia Luis Caputo presenta le modifiche al regime di "Innocenza Fiscale" per incentivare l'ingresso nel sistema bancario dei capitali finora tenuti fuori dal circuito ufficiale: secondo la Banca Centrale sono circa 170 miliardi di dollari

by Adriana Randazzo
Caputo presenta un nuovo patto fiscale

Il ministro dell’Economia argentino, Luis Caputo, ha presentato mercoledì pomeriggio, nel Palazzo delle Finanze di Buenos Aires, le modifiche al regime di Innocenza Fiscale, l’iniziativa pensata per incentivare l’immissione nel sistema bancario dei cosiddetti “dollari del materasso”, ovvero i risparmi in valuta estera tenuti fuori dai circuiti finanziari formali. Alla presentazione ha partecipato anche María Ibarzabal, segretaria Legale e Tecnica della Presidenza. Il testo del progetto di legge, che il governo invierà al Congresso giovedì, non è stato reso pubblico durante l’evento: la versione definitiva sarà conosciuta solo al momento del suo ingresso formale in Parlamento.

L’incontro si è distinto da altre presentazioni ufficiali per l’assenza di uno spazio dedicato alle domande dirette al ministro. A rispondere ai quesiti della stampa sono stati invece tre tributaristi convocati dal team economico per spiegare i contenuti tecnici dell’iniziativa: Sonia Becherman, Liban Kusa, dello studio Bruchou & Funes de Rioja, e Ricardo Paolina, di Lisicki, Litvin & Asociados. Non erano presenti analisti dell’Agenzia di Riscossione e Controllo Doganale (ARCA, ex AFIP).

Si tratta della seconda apparizione pubblica di Caputo nel mese, dopo l’uscita di Manuel Adorni dalla carica di capo di Gabinetto, un cambiamento che permette al governo di Javier Milei di riportare l’agenda economica al centro del dibattito pubblico.

Il progetto non introduce un nuovo condono fiscale, ma modifica il Regime di Dichiarazione Giurata Semplificata dei Redditi, in vigore dal 2025, al quale hanno finora aderito circa 330.000 contribuenti.

Caputo ha difeso l’iniziativa come strumento per “formalizzare l’economia” e sbloccare l’accesso al credito, sottolineando che mantenere i dollari fuori dal sistema rappresenta “un pessimo affare” per i cittadini. Come esempio, ha indicato che chi avesse accumulato 100.000 dollari vent’anni fa avrebbe oggi circa 320.000 dollari se li avesse investiti nel sistema finanziario a un rendimento annuo del 6%. Secondo la Banca Centrale argentina, esistono circa 170 miliardi di dollari fuori dal sistema, a fronte di uno stock di depositi in valuta estera che si attesta attorno ai 40 miliardi.

Il ministro ha ribadito che lo spirito della legge originaria, già approvata dal Congresso, resta invariato: le novità riguardano aggiustamenti tecnici emersi dal lavoro con i tributaristi, dopo che erano sorti dubbi tra i consulenti fiscali. L’obiettivo, ha spiegato, è consentire a chi in passato si è visto costretto a mantenere i propri risparmi fuori dal circuito formale di accedere liberamente al sistema bancario, senza alcuna penalità.

Tra le principali novità del testo figura l’eliminazione dei tetti patrimoniali di 10.000 milioni di pesos e di reddito annuo di 1.000 milioni di pesos che finora limitavano l’accesso al regime. L’unico requisito rimasto è la residenza fiscale nel Paese e la non appartenenza alla categoria dei Grandi Contribuenti Nazionali. L’estensione riguarda sia i cittadini comuni che funzionari ed ex funzionari pubblici.

Il cuore del meccanismo è il cosiddetto “tappo fiscale”: finché il contribuente rispetta le condizioni previste, l’ARCA non potrà contestare l’origine dei fondi dichiarati negli esercizi precedenti. Il progetto rende inoltre più flessibile il concetto di “discrepanza significativa” — la differenza tra quanto dichiarato e quanto rilevato dal fisco, che può far decadere i benefici — e trasferisce all’ARCA, e non più al contribuente, l’onere di provare tale discrepanza. Viene inoltre chiarito che i pagamenti in contanti nelle operazioni immobiliari saranno compatibili con il regime, uno dei punti che aveva generato più resistenze tra notai e sviluppatori immobiliari.

Il tributarista César Litvin, CEO di LL&A, ha osservato che l’eliminazione dei tetti permetterà di includere “un universo significativo di soggetti” finora esclusi, e che il trasferimento dell’onere della prova all’ARCA offre maggiori garanzie ai contribuenti. Altri analisti, tuttavia, si mostrano più cauti e si interrogano sul motivo per cui chi non ha aderito al condono di capitali lanciato dal governo a fine 2024 — considerato tra i più efficaci degli ultimi anni — dovrebbe farlo ora.

L’esperto di diritto tributario Diego Fraga ha avvertito che il nodo più delicato riguarda il trattamento delle verifiche fiscali già in corso: se queste continueranno nonostante l’adesione al regime, l’incentivo a partecipare per i contribuenti sotto controllo potrebbe ridursi sensibilmente. Ad oggi, dei 330.000 iscritti al regime semplificato, 170.115 hanno presentato la dichiarazione giurata, mentre circa 99.000 pratiche restano in forma di bozza, non ancora confermate.

Fonte: La Nación 

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