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Aggiornamento datato 09/04/2026
Libano
Massicci attacchi aerei isolano intere comunità e bloccano gli aiuti
L’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) riferisce che le bandiere sugli edifici governativi e sugli uffici delle Nazioni Unite sono a mezz’asta, in segno di lutto per la micidiale ondata di attacchi aerei che ieri ha colpito Beirut, la Valle della Bekaa e il sud del Libano.
Le autorità segnalano oltre 200 morti e più di 1.000 feriti, un bilancio che sta mettendo in ginocchio gli ospedali. Si teme che molte altre persone siano ancora intrappolate sotto le macerie. L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, presente sul campo, ha descritto uno dei siti colpiti a Beirut come uno scenario di devastazione totale e orrore.
Secondo i partner umanitari, i raid sono proseguiti per tutta la notte e nella giornata di oggi, colpendo in particolare la periferia sud di Beirut. La distruzione del ponte costiero di Qasmiyeh ha ulteriormente isolato le aree a sud del fiume Litani, limitando gli spostamenti e l’accesso agli aiuti per almeno 106.000 persone.
Questo pomeriggio è stato rinnovato ed esteso l’ordine di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut. L’area interessata comprende un ufficio dell’UNRWA, due campi profughi palestinesi, 13 rifugi collettivi che ospitano oltre 6.000 persone, uffici di ONG nazionali e internazionali e l’ospedale governativo Rafik Hariri, la più grande struttura pubblica del Paese. L’ordine copre inoltre più di 20 postazioni utilizzate dai partner umanitari per fornire assistenza alla popolazione.
Di fronte al rapido peggioramento della situazione, l’OCHA ribadisce la necessità di un’immediata interruzione delle ostilità, del pieno rispetto del diritto internazionale umanitario — inclusa la protezione dei civili e delle infrastrutture civili — e di un accesso umanitario costante e senza ostacoli, oltre a un urgente stanziamento di fondi.
Territori Palestinesi Occupati
Sei mesi dopo il cessate il fuoco a Gaza, aiuti ancora limitati e bisogni in aumento
A sei mesi dall’accordo di cessate il fuoco a Gaza, l’OCHA riferisce che il potenziamento degli aiuti guidato dall’ONU e dai suoi partner resta ostacolato, lasciando la popolazione in condizioni disperate. L’agenzia avverte che le persone in tutta la Striscia sono ancora esposte all’uso della forza letale; il rischio di vittime, la distruzione delle proprietà e i continui sfollamenti non fanno che aggravare l’emergenza.
Ieri, l’OCHA ha documentato l’uccisione di un uomo palestinese durante un attacco dei coloni nel nord della Cisgiordania. Dall’inizio del 2026, si sono registrati oltre 580 attacchi da parte dei coloni, che hanno causato vittime o danni a proprietà in più di 190 comunità palestinesi. Le Nazioni Unite chiedono che venga fatta luce su questi attacchi e che i civili siano protetti. In quanto potenza occupante, Israele ha il dovere di proteggere i palestinesi e di chiamare i responsabili delle violenze a rispondere delle proprie azioni.
Sudan
Attacchi mortali colpiscono un matrimonio nel Darfur settentrionale
L’OCHA riferisce che un attacco con droni ha colpito oggi una cerimonia nuziale nella città di Kutum, nel Darfur settentrionale, uccidendo almeno 30 civili, tra cui donne e bambini. Nel Kordofan meridionale, gli scontri nei pressi della città di Dilling, in corso da lunedì scorso, avrebbero causato 47 morti e decine di feriti tra i civili.
Le operazioni di soccorso continuano a subire interruzioni a causa della chiusura delle principali vie di rifornimento. Questo impedisce agli operatori umanitari di stoccare forniture mediche, alimentari e idriche in vista della stagione delle piogge, che solitamente inizia a giugno. L’impennata dei prezzi del carburante sta aggravando una situazione umanitaria già critica.
L’ONU chiede ancora una volta l’immediata cessazione delle ostilità e un accesso umanitario rapido e sicuro per tutte le persone in difficoltà.
Voli Umanitari ONU
48 milioni di dollari per garantire i voli umanitari in otto Paesi in crisi
Il coordinatore dei soccorsi d’emergenza, Tom Fletcher, ha stanziato 48 milioni di dollari dal Fondo centrale di risposta alle emergenze delle Nazioni Unite (CERF) per sostenere il Servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS).
Gestito dal Programma Alimentare Mondiale (WFP), l’UNHAS rappresenta una linfa vitale che permette agli operatori e ai beni di prima necessità di raggiungere le zone di crisi. Tuttavia, a causa del calo dei finanziamenti, il servizio rischiava la sospensione. Questi nuovi fondi permetteranno all’UNHAS di continuare a operare in otto Paesi: Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Kenya, Nigeria, Sud Sudan, Sudan e Siria.
Lo stanziamento è stato reso possibile grazie al recente contributo di 2 miliardi di dollari versato dagli Stati Uniti ai fondi umanitari gestiti dall’ONU.