giovedì, Luglio 16, 2026

Il diritto alla pace passa anche attra­verso acqua e cibo

Incon­tro all’Arci­con­fra­ter­nita dei Pel­le­grini. «In 720 milioni nel mondo vivono sotto stress idrico»

by Adriana Randazzo
Acqua e cibo, diritti al cuore della Pace

L’acqua, il cibo. L’accesso diretto ed equo a que­ste risorse non solo come diritto fon­da­men­tale, ma come garan­zia di pace. È que­sto il tema al cen­tro dell’incon­tro “Acqua e cibo. Diritti al cuore della pace”, ospi­tato ieri dall’Arci­con­fra­ter­nita dei Pel­le­grini. Il titolo è dato dal volume curato da Anto­nio Sil­vio Calò e Maria Laura Pic­chio For­lati e pub­bli­cato dalla Fon­da­zione Vene­zia per la Ricerca sulla Pace, pro­mo­trice dell’evento.

Durante l’incon­tro, Vin­cenzo Espo­sito, capo redat­tore del Cor­riere della Sera ha richia­mato alcuni dati: «Quat­tro miliardi di per­sone nel mondo non hanno accesso suf­fi­ciente alle risorse idri­che per almeno un mese all’anno, men­tre circa 720 milioni vivono in con­di­zioni di forte stress idrico. Secondo l’Onu, un cit­ta­dino dell’Europa occi­den­tale o del Nord Ame­rica spreca ogni anno tra i 95 e i 115 chi­lo­grammi di cibo, con­tro i circa 6 chi­lo­grammi di un cit­ta­dino afri­cano». «Par­lare di cibo e di acqua signi­fica anche par­lare di giu­sti­zia e redi­stri­bu­zione di due ele­menti fon­da­men­tali che sono all’ori­gine di molti con­flitti», ha affer­mato Gio­vanni Cacace, pri­mi­ce­rio dell’Arci­con­fra­ter­nita dei Pel­le­grini. Phi­lippe Pypaert, pre­si­dente della rete Une­sco dei musei dell’acqua, ha col­le­gato il tema delle risorse natu­rali alle grandi sfide ambien­tali con­tem­po­ra­nee.

«La soste­ni­bi­lità è un pro­blema glo­bale, non locale», ha affer­mato. Citando il rap­porto del Club di Roma sui Limiti della cre­scita, Pypaert ha osser­vato che molte risorse stanno rag­giun­gendo i pro­pri limiti bio­lo­gici e pro­dut­tivi e che le ten­sioni per acqua, ener­gia e cibo rischiano di ali­men­tare nuovi con­flitti. In que­sto sce­na­rio, i musei dell’acqua pos­sono con­tri­buire a costruire con­sa­pe­vo­lezza: «Dob­biamo supe­rare logi­che nazio­na­li­sti­che e impe­ria­li­sti­che e impa­rare a guar­dare oltre i nostri con­fini. O ci sal­viamo tutti insieme oppure nes­suno può pen­sare di affron­tare que­ste sfide da solo», ha con­cluso Pypaert.

Ger­mana Caro­bene, pro­fes­so­ressa ordi­na­ria di Diritto inter­cul­tu­rale all’Uni­ver­sità Fede­rico II, ha sot­to­li­neato come il diritto al cibo non possa essere ridotto al sem­plice sod­di­sfa­ci­mento di un biso­gno bio­lo­gico, poi­ché è legato al rispetto dell’iden­tità cul­tu­rale delle per­sone e, dun­que, al con­cetto stesso di dignità umana. Nel suo inter­vento, l’ex mini­stro dell’Ambiente Alfonso Peco­raro Sca­nio ha ricor­dato che in pas­sato veni­vano distrutte ecce­denze agri­cole per man­te­nere alti i prezzi men­tre milioni di per­sone sof­fri­vano la fame. «Andiamo incon­tro all’enne­sima “estate più calda di sem­pre”», ha detto l’ex mini­stro, spie­gando per­ché il tema delle risorse idri­che è sem­pre più cen­trale nel dibat­tito glo­bale e annun­ciando anche la pros­sima Con­fe­renza mon­diale sull’acqua, pre­vi­sta a dicem­bre negli Emi­rati Arabi Uniti.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (Campania)

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!