venerdì, Maggio 8, 2026

Nigeria: al via il rivoluzionario processo per terrorismo della storia del Paese

by Adriana Randazzo
Sono pochissime le persone che sono mai state processate per gli attacchi avvenuti principalmente nel nord della Nigeria

Il sistema giudiziario nigeriano ha compiuto questa settimana un passo senza precedenti nella lotta al terrorismo, aprendo un processo di massa contro oltre 500 persone accusate di coinvolgimento in attacchi militanti. L’udienza inaugurale si è tenuta martedì presso un tribunale di alto grado nella capitale Abuja, dove 227 imputati sono stati formalmente accusati davanti a dieci giudici. Si tratta di una delle operazioni giudiziarie antiterrorismo più grandi mai registrate in Africa occidentale.

Gli imputati devono rispondere di accuse legate al favoreggiamento del terrorismo, con particolare riferimento al nord-est del Paese, teatro da diciassette anni dell’insurrezione del gruppo islamista Boko Haram. Alcuni di loro sono accusati di aver partecipato direttamente agli attacchi, altri di aver fornito supporto ai militanti attraverso finanziamenti, fornitura di armi e assistenza logistica. Cinque degli accusati hanno già patteggiato, ricevendo condanne comprese tra i sette e i venti anni di reclusione per reati che includevano la vendita di bestiame, la fornitura di cibo e la trasmissione di informazioni a gruppi armati.

Per comprendere la portata di questo processo, è necessario inquadrarlo nel contesto più ampio della crisi di sicurezza che affligge la Nigeria. Da quando Boko Haram ha avviato la propria insurrezione nel nord-est, l’instabilità si è progressivamente estesa a molte altre regioni del Paese. Le comunità rurali, in particolare, si trovano oggi esposte all’azione di bande criminali e gruppi armati che praticano sequestri a scopo di riscatto, oltre che di milizie jihadiste e movimenti separatisti.

Solo nell’anno in corso, centinaia di persone hanno perso la vita in attentati e attacchi su tutto il territorio nazionale. Mercoledì, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP, uomini armati hanno ucciso almeno venti persone nel distretto di Shiroro, nello stato del Niger, un’area già nota per la presenza di bande di sequestratori e militanti islamisti.

Uno degli aspetti più critici emersi nel corso degli anni riguarda proprio il sistema giudiziario: raramente i responsabili di attacchi terroristici vengono portati in giudizio. I sospettati finiscono spesso in custodia preventiva, dove trascorrono anni senza mai affrontare un processo formale. È proprio questa lacuna che il maxi-processo di Abuja intende colmare.

Come ha spiegato il procuratore generale Lateef Fagbemi, «il governo federale è impegnato a garantire che vengano rispettate le procedure di legge nel portare davanti alla giustizia coloro che sono coinvolti nel terrorismo». La sessione si è svolta in un clima di massima sicurezza, con gli imputati trasportati in convogli sorvegliati da militari, polizia e agenti dei servizi di intelligence. In aula erano presenti anche osservatori internazionali, tra cui organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati nigeriano.

Gli esperti accolgono positivamente l’avvio del processo, pur invitando alla prudenza. Bashir Galma, esperto di sicurezza ed ex maggiore dell’esercito, ha definito il procedimento «uno sviluppo positivo» e «una pietra miliare significativa» nella lotta della Nigeria contro il terrorismo. «Per anni i nigeriani si sono chiesti perché questi sospettati venissero tenuti in custodia invece di essere chiamati a rispondere davanti alla legge», ha dichiarato, aggiungendo che il processo «porterà un po’ di pace alle persone che hanno perso i propri cari». Galma ha però avvertito che alcuni imputati potrebbero essere rilasciati in tempi brevi, poiché arrestati molti anni fa — un fattore che i giudici saranno probabilmente chiamati a valutare.

Il processo si svolgerà in più fasi e la sua conclusione è attesa in tempi lunghi. Ciò che è certo è che la Nigeria ha scelto di rispondere alla violenza con gli strumenti dello Stato di diritto, in un momento in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è messa duramente alla prova.

Adriana Randazzo

Fonte: BBC News Africa

Photo Credit: BBC News Africa/ Anadolu via Getty Images

 

 

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