Il 18 marzo alla Pontificia Università Lateranense si è tenuto il convegno “Oggi chi è il prossimo? – Today who is my neighbour?” promosso dalle Conferenze episcopali d’Europa, dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Conferenza episcopale italiana. In questa occasione il papa Leone XIV fece un discorso sull’importanza del diritto alla salute, un diritto a cui non tutti riescono ad avere accesso.
“La salute non può essere un lusso per pochi, ma è una condizione essenziale per la pace sociale. Una copertura sanitaria universale non è soltanto un obiettivo tecnico da raggiungere, è prima di tutto un imperativo morale per le società che vogliono definirsi giuste. La tutela e la cura della salute devono essere accessibili ai più vulnerabili, perché ciò è richiesto dalla loro dignità e anche per evitare che un’ingiustizia diventi seme di conflitti”, alcune delle parole del Papa.
Durante l’incontro: si è osservato il rapporto europeo dell’OMS sullo stato dell’equità della salute, che mostra l’aumento delle diseguaglianze nell’accesso alla sanità, puntando l’attenzione anche sull’importanza della salute mentale.
Tramite gli esempi citati dal libro della Genesi, Sant’Agostino e l’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, il pontefice vuole trasmettere un messaggio potente: “Soltanto insieme potremo costruire comunità solidali e capaci di prendersi cura di ognuno, nelle quali si sviluppino benessere e pace, a beneficio di tutti. Curare l’umanità altrui aiuta a vivere la propria.”
Nel suo discorso, il Papa sottolinea inoltre il ruolo fondamentale della Chiesa: le comunità ecclesiali d’Europa e del mondo, in sinergia con le organizzazioni internazionali, sono chiamate a impegnarsi concretamente per garantire alle popolazioni più vulnerabili l’accesso alla sanità e per ridurre le disuguaglianze esistenti.
A conclusione del suo intervento, il Papa esorta ciascuno a incarnare nella propria vita la dimensione della fraternità, promuovendo un’autentica cultura dell’inclusione e della solidarietà verso chi si trova in difficoltà.
Fonte: Osservatore Romano