domenica, Aprile 19, 2026

Il vicepresidente spagnolo: «Migranti e Mercosur, le sfide di Madrid»

by Adriana Randazzo

Il nuovo vicepresidente primo del governo spagnolo, Carlos Cuerpo, ha rilasciato un’intervista a LA NACION e ad altri corrispondenti esteri nel corso del fine settimana, affrontando due temi di grande rilevanza per la Spagna e per l’Europa: la regolarizzazione massiva degli immigrati irregolari e l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur. Funzionario tecnico di formazione, 45 anni, originario dell’Estremadura, Cuerpo è stato nominato vicepresidente solo due settimane fa, dopo aver guidato il Ministero dell’Economia contribuendo a sostenere i dati di crescita che hanno caratterizzato l’esecutivo di Pedro Sánchez.

Il tema più urgente all’ordine del giorno è quello della regolarizzazione. A novembre scorso, il presidente Sánchez aveva annunciato una misura destinata a colpire per la sua portata: una sanatoria che potrebbe interessare fino a 750.000 stranieri residenti in Spagna senza documenti, tra cui migliaia di cittadini argentini. Il decreto è stato approvato martedì dal governo e, stando alle stime ufficiali, porterà mezzo milione di persone nel mercato del lavoro regolare.

Una scelta che va decisamente controcorrente rispetto alla tendenza prevalente nel resto d’Europa, dove la maggior parte dei governi sta invece inasprendo le politiche sull’immigrazione.

Cuerpo ha difeso la misura con argomenti di natura economica. «Ci sarà un impatto positivo sull’economia attraverso diversi canali, come il mercato del lavoro e le entrate pubbliche», ha dichiarato, senza entrare nel merito delle critiche sollevate dall’opposizione, che teme un cosiddetto “effetto richiamo” capace di attrarre ulteriori flussi migratori, in particolare dal Medio Oriente in una fase di conflitto aperto.

Il vicepresidente ha però sottolineato che la regolarizzazione non è stata una scelta ideologica, ma una risposta concreta a una domanda proveniente dal mondo produttivo. Le imprese spagnole, ha spiegato, segnalano da tempo la difficoltà di reperire manodopera in quasi tutti i comparti e a diversi livelli di qualificazione. La sanatoria servirebbe quindi a colmare questo divario strutturale nel mercato del lavoro.

Non mancano però le sfide. Cuerpo ha riconosciuto che la misura rappresenta solo il primo passo di un percorso più lungo, che chiama in causa la coesione sociale e la capacità dello Stato di gestire un carico amministrativo straordinario. Le stime parlano di oltre 800.000 pratiche da evadere in pochi giorni, tra le quali circa 40.000 richieste di primo passaporto europeo da parte di cittadini argentini. Una prova di efficienza per l’apparato burocratico spagnolo, chiamato a rispondere in tempi rapidi a una domanda senza precedenti.

L’altro grande dossier affrontato nell’intervista è quello dell’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur, giunto dopo venticinque anni di negoziati a una fase decisiva. Il Senato argentino lo ha ratificato a febbraio, così come Brasile, Uruguay e Paraguay. La Commissione Europea ha quindi stabilito che il patto entri in vigore in via provvisoria a partire dal prossimo 1° maggio, in attesa dell’approvazione formale da parte del Parlamento Europeo, dove le resistenze rimangono consistenti.

Cuerpo si è detto convinto dei benefici dell’accordo per la Spagna, citando le potenziali ricadute positive sulle esportazioni di vino e olio d’oliva, con stime di crescita tra il 30% e il 40%. Tuttavia, ha anche riconosciuto apertamente i rischi per alcuni settori produttivi nazionali, a partire dall’allevamento. Proprio in questo contesto ha citato l’Argentina come “esempio classico” del problema: la carne argentina, competitiva sul piano del prezzo, potrebbe infatti penalizzare i produttori spagnoli, tradizionalmente apprezzati in Europa per il buon rapporto qualità-prezzo.

Per far fronte a questa eventualità, il governo ha elaborato un meccanismo di protezione su tre livelli, il primo dei quali prevede un tetto quantitativo alle importazioni. Cuerpo è stato esplicito: «Sarà una bistecca per persona all’anno, 300 o 400 grammi di carne. Ma quello sarà il limite». Ha inoltre precisato che, qualora questa soglia non risultasse sufficiente a tutelare il settore, la Spagna è pronta ad attivare clausole di salvaguardia per bloccare l’ingresso di ulteriori quantitativi.

Il tema dell’accordo con il Mercosur ha acquisito una forte valenza politica negli ultimi mesi, finendo al centro delle campagne elettorali regionali. L’estrema destra, in particolare Vox, ha cavalcato le proteste degli agricoltori ottenendo risultati significativi in aree a forte vocazione rurale come l’Estremadura e la Castiglia-La Mancia. Una pressione politica che il governo non può ignorare, e che spiega in parte il tono prudente ma determinato con cui Cuerpo ha voluto affrontare pubblicamente entrambe le questioni.

Adriana Randazzo

Fonte: La Nación 

Photo credit: La Nación/ Iván Ruiz

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