Il presidente argentino Javier Milei ha pubblicato e ricondiviso quasi 1000 messaggi contro il giornalismo sulla piattaforma X nel corso del lungo weekend pasquale, dal 2 al 5 aprile 2026. Lo rileva un’analisi del quotidiano LA NACION sull’attività dell’account secondo cui Milei ha scritto direttamente 86 tweet e ne ha ricondivisi altri 874; originariamente pubblicati da sostenitori, funzionari e utenti anonimi. Il tempo complessivo stimato di connessione alla piattaforma durante i quattro giorni è stato di 14 ore e 23 minuti. Oltre il 90% dei contenuti diffusi riguardava critiche a giornalisti o testate giornalistiche.
Il punto di partenza è stata la pubblicazione, giovedì 2 aprile, di un’inchiesta realizzata da un consorzio giornalistico internazionale che documentava presunte operazioni di intelligence russa in Argentina. Secondo l’indagine, agenti russi avrebbero finanziato la pubblicazione di articoli critici nei confronti del governo Milei. Il capitolo argentino dell’inchiesta è stato condotto dal sito Filtraleaks, del giornalista Santiago O’Donnell. Milei ha condiviso i contenuti dell’indagine nella serata di giovedì, accompagnandoli con commenti che estendevano le accuse all’intera categoria giornalistica, senza distinguere tra i media citati nell’inchiesta e gli altri.
Nei giorni successivi, il presidente ha utilizzato termini come “spazzatura”, “corrotti” e “traditori della patria” per riferirsi a giornalisti e testate. Ha rilancito l’acronimo NONSALP — sigla spagnola traducibile con “Non odiamo abbastanza i giornalisti” — e ha condiviso contenuti generati con intelligenza artificiale raffiguranti simbolicamente la “morte del giornalismo argentino”. Ha anche rivolto critiche esplicite a singoli professionisti citati per nome, tra cui la giornalista Laura Di Marco, nei confronti della quale ha usato espressioni offensive in più occasioni nel corso del weekend.
Milei ha inoltre affermato l’esistenza di una “associazione a delinquere” che coinvolgerebbe giornalisti, redattori e proprietari di media critici nei confronti del governo, e ha sostenuto che la pubblicità istituzionale dovrebbe essere azzerata verso tutte le testate, definendole “facilmente corruttibili”. Ha anche ricondiviso un messaggio in cui si chiedeva di dichiarare il giornalismo “organizzazione terrorista”, senza prendere esplicitamente le distanze dal contenuto.
All’attività del presidente si sono aggiunte quelle di diversi esponenti del governo. I ministri Luis Caputo (Economia) e Pablo Quirno (Relazioni Estere) hanno interagito con i contenuti pubblicati da Milei tramite like e ricondivisioni. Il consigliere Santiago Caputo è intervenuto con il proprio profilo personale. Alcuni media vicini all’esecutivo hanno sistematicamente amplificato i messaggi presidenziali, trasformandoli in contenuti grafici diffusi sui social network.
Nel corso del weekend si è verificato un episodio che ha suscitato ulteriori discussioni.
Sabato 4 aprile, Milei ha smentito pubblicamente la notizia secondo cui la ministra del Capitale Umano, Sandra Pettovello, avesse rimosso il proprio capo di Gabinetto, Leandro Massaccesi, a causa di un mutuo ottenuto presso la Banca Nación. Definendo la notizia “falsa di falsità assoluta”, ha accusato i giornalisti di continuare a diffonderla pur sapendo che era infondata. Poco dopo, Massaccesi ha confermato pubblicamente sia l’ottenimento del prestito sia il nesso con la sua rimozione. Si è appreso successivamente che la vicenda aveva generato tensioni anche all’interno del governo, coinvolgendo altri ministri che avrebbero anch’essi beneficiato di prestiti agevolati da istituti pubblici.
La domenica 5 aprile, Milei ha pubblicato su Clarín un articolo di sua firma dedicato all’economista Adam Smith. Nello stesso momento, il suo profilo su X manteneva fissato un messaggio critico nei confronti della stessa testata. Nel corso della giornata ha rinnovato le critiche al quotidiano, commentando alcune sue pubblicazioni. Ha anche espresso riserve sulla prima pagina cartacea de LA NACION, definendo la testata un “pasquino” e accusandone redattori e proprietari di essere parte di una “associazione a delinquere”.
L’attività sull’account presidenziale è proseguita fino a oltre la mezzanotte tra domenica e lunedì, quando le festività pasquali erano ormai concluse. Nel corso dei quattro giorni, dall’account di Milei non sono stati pubblicati messaggi di auguri per le festività.
Le organizzazioni a difesa della libertà di stampa non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’episodio al momento della pubblicazione di questo articolo. In Argentina, il rapporto tra il governo Milei e i media indipendenti è stato oggetto di tensioni ricorrenti sin dall’inizio del mandato presidenziale, a dicembre 2023.
Fonte: La Nación
Photo Credit: La Nación