mercoledì, Aprile 29, 2026

Piano Mattei per l’Africa: aperta una disputa legale sul nome

Pietro Mattei vuole rimuovere il cognome di famiglia dal Piano Mattei per l'Africa, il programma da miliardi di euro del governo italiano: "È propaganda, le sue politiche sono inaccettabili."

by Adriana Randazzo
governo italiano e piano mattei

Il nome di uno dei padri fondatori del capitalismo di Stato italiano al centro di una disputa legale con il governo in carica. Pietro Mattei, nipote di Enrico Mattei — il dirigente che fondò Eni nel 1953 e ne fece uno dei maggiori gruppi energetici al mondo — ha inviato una diffida formale alla presidenza del Consiglio dei ministri chiedendo che il cognome di famiglia venga rimosso dal cosiddetto Piano Mattei per l’Africa. La notizia è stata riportata dal quotidiano La Stampa, che ha anche pubblicato le dichiarazioni dello stesso Pietro Mattei.

Il Piano Mattei per l’Africa è un programma di investimenti multimiliardario lanciato dal governo di Giorgia Meloni nel 2024, che finanzia progetti legati all’istruzione agricola e alle infrastrutture energetiche in diversi paesi del continente africano. Il governo italiano lo ha presentato come un modello alternativo di cooperazione con l’Africa, ispirato alla visione di Enrico Mattei, che negli anni Cinquanta e Sessanta promosse accordi energetici con i paesi produttori di petrolio basati su condizioni più favorevoli rispetto a quelle imposte dalle grandi compagnie occidentali.

È proprio questa appropriazione simbolica che il nipote contesta. Secondo Pietro Mattei, le politiche dell’attuale governo non rispecchiano i valori e le posizioni della famiglia. “Trovo le politiche del governo davvero inaccettabili. Sull’immigrazione, sui costi energetici, sui rapporti con gli Stati Uniti”, ha dichiarato a La Stampa, aggiungendo che l’uso del cognome da parte dell’esecutivo equivale a “propaganda”. Nella diffida inviata lo scorso mese a Palazzo Chigi, Pietro Mattei ha chiesto formalmente la rimozione del nome dal programma, lasciando intendere di essere pronto a portare la questione in sede giudiziaria qualora la richiesta non venga accolta.

L’ufficio della presidente del Consiglio non ha rilasciato commenti immediati sulla lettera.

La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da polemiche sul Piano Mattei. Lo scorso mese, un’inchiesta congiunta di Politico e dell’organizzazione investigativa SourceMaterial ha rivelato criticità significative in uno dei progetti finanziati dal programma: in Kenya, alcuni agricoltori coinvolti in una coltivazione di materie prime agricole destinate alla produzione di biocarburante — gestita da Eni Kenya, sussidiaria di Eni — si sarebbero ritrovati senza capacità produttiva alimentare dopo il fallimento dei raccolti. Il caso ha sollevato interrogativi sull’impatto reale del piano sulle comunità locali e sulla coerenza tra gli obiettivi dichiarati e i risultati sul terreno.

Nonostante le polemiche, il governo italiano ha continuato a portare avanti il programma. La scorsa settimana, in occasione della visita di Stato del presidente keniota William Ruto a Roma, Kenya e Italia hanno firmato un nuovo piano triennale di scambi commerciali e investimenti nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa. Un segnale che l’esecutivo intende proseguire sulla strada tracciata, indipendentemente dalle critiche.

La figura di Enrico Mattei resta una delle più controverse e celebrate della storia economica italiana del dopoguerra. Presidente dell’Eni dalla sua fondazione fino alla morte in un incidente aereo nel 1962 — le cui cause non sono mai state del tutto chiarite — Mattei è ricordato come il simbolo di una politica energetica nazionale autonoma, capace di sfidare le grandi compagnie petrolifere angloamericane. La sua eredità politica è stata rivendicata nel tempo da forze politiche molto diverse tra loro, il che rende la disputa sollevata dal nipote tutt’altro che sorprendente.

Che il tribunale sia chiamato a pronunciarsi sull’uso di un nome storico in un programma governativo rappresenterebbe comunque un caso inedito nel panorama politico italiano, con implicazioni potenzialmente rilevanti non solo per il Piano Mattei, ma per il modo in cui i governi possono invocare figure del passato a sostegno delle proprie politiche.

Fonte: Politico Eu

Photo Credit: Governo.it

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