giovedì, Luglio 16, 2026

Putin rifiuta un incontro con Zelensky

Il Cremlino respinge la proposta avanzata da Zelensky, ribadisce le proprie ambizioni territoriali e incita le truppe russe: «Continuate a lavorare, fratelli»

by Rachele Gabbin
Putin rifiuta un incontro con Zelensky

La scorsa settimana, il presidente ucraino Zelensky ha fatto un passo avanti nei confronti del suo omologo russo, inviando a Putin una lettera aperta in cui proponeva di tenere un incontro bilaterale in un paese terzo, come la Svizzera o la Turchia, per negoziare la fine delle ostilità.

Il testo, reso pubblico giovedì, specificava che l’attività diplomatica avrebbe dovuto muovere dall’attuale linea del fronte e che l’Ucraina si diceva pronta a un cessate il fuoco totale per l’intera durata dei negoziati.

Tuttavia, sembra proprio che una tregua non sia contemplata dal presidente russo, il quale venerdì ha fatto sapere di aver respinto la proposta di Zelensky, insistendo sul fatto che la Russia raggiungerà i propri obiettivi bellici in Ucraina, inclusa la conquista dell’intera regione orientale del Donbas.

Durante il suo intervento, Putin ha domandato: “Qual è l’obiettivo di questa lettera? È un mezzo per creare le condizioni per un incontro personale? Oppure serve a garantire che non avvenga alcun incontro di persona? Credo che la risposta sia la seconda”. Rivolgendosi poi alle truppe russe, ha aggiunto: “Continuate a lavorare, fratelli”.

Secondo Zelensky, il rifiuto di Putin dimostra come il Cremlino non abbia alcuna intenzione di porre fine al conflitto. “Sfortunatamente, la parte russa sta scegliendo ancora una volta la guerra. Tutti hanno sentito la risposta. Una risposta debole”, ha dichiarato nel suo consueto videomessaggio serale. “Credo che questa reazione deluderà molti nel mondo”.

La lettera inviata da Kyiv conteneva inoltre riferimenti alle crescenti difficoltà operative incontrate dalle forze russe e alla carenza di carburante in Crimea, attribuita agli attacchi ucraini contro alcune delle principali rotte di rifornimento.

“Possiamo tutti vedere che i russi si sentono finalmente meno a loro agio con questa realtà, con il fatto che la guerra stia producendo conseguenze sempre più pesanti per la Russia”, ha scritto Zelensky nella missiva. “Non gradiscono il fatto che non si intraveda una fine per questa guerra”.

Il presidente ucraino ha inoltre sottolineato come Putin abbia più volte rinviato le scadenze fissate per la conquista di ulteriori territori ucraini, in particolare nella regione di Donetsk, suggerendo che le forze russe stiano incontrando difficoltà maggiori del previsto. “E non riuscirete a conquistarla nemmeno quest’anno”, ha affermato.

Zelensky si è poi rivolto direttamente al leader del Cremlino con un monito sul futuro del conflitto: “Dovrà lottare sempre più duramente per la propria sopravvivenza politica, non per quella della Russia, ma per la sua. E questa non è una minaccia da parte mia o dell’Ucraina. È una costante della storia russa che lei conosce bene: quando la Russia si stanca, il cambiamento arriva”.

Il presidente russo ha tuttavia minimizzato queste affermazioni, così come l’impatto degli attacchi ucraini condotti in profondità nel territorio russo, sostenendo che la situazione sul campo continui a favorire Mosca.

Putin ha infatti dichiarato che la Russia controllerebbe l’intera regione di Luhansk, un’affermazione contestata dalle autorità ucraine, e oltre l’85% della regione di Donetsk. Ha inoltre ribadito la richiesta che l’Ucraina ceda integralmente anche le regioni di Kherson e Zaporizhzhia come condizione per una possibile soluzione del conflitto.

Secondo diversi analisti occidentali, pur non essendo vicina a una vittoria militare decisiva, l’Ucraina starebbe ottenendo risultati significativi in alcune aree del fronte. Kyiv ha infatti notevolmente ampliato la propria capacità di colpire obiettivi strategici in profondità all’interno del territorio russo, prendendo di mira infrastrutture energetiche, depositi logistici e altri asset di rilievo.

Gli stessi esperti evidenziano come l’attuale impostazione dello sforzo bellico russo possa rivelarsi difficilmente sostenibile nel lungo periodo, sia sul piano economico sia su quello demografico e militare. In questo contesto, l’International Institute for Strategic Studies ha recentemente osservato che il Cremlino potrebbe presto trovarsi di fronte a una scelta cruciale: “intensificare in modo significativo le richieste rivolte all’economia e alla società russa oppure ridimensionare i propri obiettivi di guerra”.

 

FONTE: THE GUARDIAN

Photo credit: Пресс-служба Президента РФ, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

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