In occasione della Giornata internazionale per la sensibilizzazione sulle mine, l’ONU lancia l’allarme sulla nuova generazione di ordigni che sta invadendo i teatri di guerra. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, la produzione di queste armi ha subito un’accelerazione drammatica grazie all’uso di stampanti 3D, che permettono di fabbricare mine economiche e sofisticate direttamente a ridosso delle linee del fronte. Questi dispositivi non vengono più solo interrati manualmente ma vengono distribuiti in massa attraverso droni e artiglieria, saturando vaste aree in tempi rapidissimi.
Il pericolo maggiore è rappresentato dai nuovi sensori avanzati che rendono le mine capaci di attivarsi senza alcun contatto fisico. Molti ordigni moderni sono ora in grado di percepire l’avvicinamento di una persona o di un veicolo, esplodendo a distanza. Particolarmente insidiosa è la tecnologia progettata per reagire ai campi magnetici dei metal detector, trasformando lo strumento principale dei soccorritori in un innesco mortale.
L’ONU sottolinea che, mentre i droni aiutano a individuare gli ordigni visibili in superficie, l’industria bellica sta correndo più velocemente dei protocolli di sicurezza. Il rischio è che i team di sminamento rimangano tecnologicamente superati, lasciando intere popolazioni civili prigioniere di territori resi inaccessibili da armi sempre più invisibili e imprevedibili.
Fonte: UN News 03/04/2026