Libano: oltre un milione di sfollati, crescono i rischi umanitari
Il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Tom Fletcher, ha concluso oggi la sua visita in Libano, lanciando un forte allarme sull’aggravarsi della situazione umanitaria nel Paese.
Durante la missione, Fletcher ha incontrato il Presidente del Parlamento, Nabih Berri, e ha visitato un centro di accoglienza collettivo, dove ha parlato con famiglie sfollate e operatori in prima linea, tra cui personale della Croce Rossa libanese e squadre di emergenza.
Secondo quanto riferito anche al Consiglio di Sicurezza, la portata degli sfollamenti sta esponendo la popolazione a rischi sempre maggiori: oltre 1,1 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Molti vivono oggi in rifugi sovraffollati o in sistemazioni di fortuna, mentre altri sono ospitati da parenti o costretti a vivere in auto o all’aperto.
Donne e ragazze risultano particolarmente vulnerabili, trovandosi spesso in contesti insicuri e sconosciuti.
Le necessità umanitarie continuano a superare le risorse disponibili: finora è stato finanziato solo un terzo dei 308 milioni di dollari richiesti dall’appello d’emergenza dell’ONU. Le agenzie chiedono con urgenza nuovi fondi per sostenere e ampliare gli interventi.
Nel frattempo, le ostilità proseguono. Il Ministero della Salute libanese segnala almeno 1.268 morti e 3.750 feriti dall’inizio dell’escalation. Attacchi recenti hanno colpito anche aree residenziali vicino a Beirut, causando nuove vittime.
Nonostante le difficoltà, le Nazioni Unite e i partner umanitari continuano ad aumentare gli sforzi: migliaia di bambini e famiglie hanno ricevuto supporto psicologico, mentre proseguono le attività per il ricongiungimento familiare e la sensibilizzazione sui rischi degli ordigni inesplosi.
Prima di lasciare il Paese, Fletcher ha visitato anche il confine con la Siria. Dall’inizio della crisi, oltre 200.000 persone hanno attraversato la frontiera, molte delle quali scelgono di rientrare nel proprio Paese con l’intenzione di contribuire alla ricostruzione.
Siria: missione ONU per rilanciare ricostruzione e sviluppo
Una delegazione delle Nazioni Unite guidata da Tom Fletcher e da Alexander De Croo, amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), è arrivata in Siria per promuovere il passaggio dagli aiuti umanitari alla fase di sviluppo, recupero e ricostruzione.
Durante la visita sono previsti incontri con il Presidente Ahmad Al-Sharaa, il Ministro degli Esteri Asaad Al-Shaibani e altri alti funzionari governativi, oltre a cittadini rientrati dopo anni di conflitto.
La delegazione visiterà anche siti sostenuti dall’UNDP, impegnati nella rimozione delle macerie e degli ordigni inesplosi.
In collaborazione con il Governo siriano, verranno inoltre presentati il nuovo Piano di risposta ai bisogni umanitari e il documento sulle priorità di ricostruzione per la cooperazione internazionale.
Iran: attacchi colpiscono infrastrutture civili
L’Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) segnala che i raid in Iran continuano a colpire duramente le infrastrutture civili.
Secondo il Ministero della Salute iraniano, 309 strutture sanitarie e 42 ambulanze hanno subito danni, mentre sette ospedali sono stati evacuati dalla fine di febbraio.
Si registrano inoltre interruzioni di corrente e danni a impianti essenziali, tra cui un impianto di desalinizzazione sull’isola di Qeshm.
La Mezzaluna Rossa iraniana riferisce che oltre 115.000 edifici civili sono stati colpiti, mentre più di 700 strutture scolastiche risultano danneggiate.
Le agenzie ONU e le autorità locali continuano a rispondere all’emergenza: oltre 1.200 aree sono state raggiunte dai soccorsi, mentre l’UNHCR ha assistito più di 42.000 rifugiati afghani con aiuti legali, economici e psicologici.
Gaza: ampliati gli aiuti per contrastare la crisi alimentare
Nella Striscia di Gaza, le operazioni umanitarie proseguono nonostante le difficoltà legate al valico di Kerem Shalom, attualmente unico punto di accesso per le merci.
Nella giornata di ieri sono stati introdotti oltre 270.000 litri di carburante per mantenere attivi i servizi essenziali. La FAO ha raccolto mangimi per animali, mentre l’UNICEF ha distribuito forniture mediche, alimentari e beni di prima necessità.
Le Nazioni Unite ribadiscono la necessità di aprire ulteriori corridoi per facilitare il passaggio di aiuti e persone.
Intanto, la FAO ha annunciato l’espansione del programma di assistenza economica per sostenere altri 1.000 agricoltori e rilanciare la produzione agricola locale. L’iniziativa segue un progetto pilota che aveva già permesso a 200 agricoltori di produrre oltre 500 tonnellate di ortaggi.
Con il nuovo intervento, si stima che sarà possibile garantire cibo a circa 95.000 persone per un anno, contribuendo al contempo a creare lavoro e reddito.
Fonte: OCHA Daily Newsletter 1/04/2026